{"id":1000006439,"date":"2024-06-27T08:00:06","date_gmt":"2024-06-27T11:00:06","guid":{"rendered":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000006439"},"modified":"2024-06-27T08:00:14","modified_gmt":"2024-06-27T11:00:14","slug":"cina-terzi-fdi-greater-bay-area-deve-preoccuparci-alla-luce-dellaggressivita-cinese","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000006439","title":{"rendered":"Cina, Terzi (FdI): Greater Bay Area deve preoccuparci alla luce dell&#8217;aggressivit\u00e0 cinese"},"content":{"rendered":"\n<p>In occasione del Forum Brainstorm Innovation di Fortune Italia, evento organizzato in collaborazione con il Centro di Ricerca Strategic Change \u00abFranco Fontana\u00bb della LUISS, il Sen. Giulio Terzi (FdI) \u00e8 intervenuto nella discussione sul tema \u00abGreater Bay Area: quale risposta dall&#8217;Europa?\u00bb. I relatori hanno affrontato la questione dello sviluppo tecnologico ed economico europeo a fronte dell&#8217;iniziativa cinese che, secondo i piani di Pechino, diverr\u00e0 entro il 2035 il nuovo baricentro dell&#8217;innovazione mondiale. Terzi ha innanzitutto sottolineato che \u00abun obiettivo \u00e8 certamente il raggiungimento della supremazia tecnologica mondiale da parte della Cina, ma vi \u00e8 di pi\u00f9: la Greater Bay Area rientra nella Belt and Road Initiative, cos\u00ec come vi rientra anche l&#8217;integrazione militare-civile. Non tanti hanno colto il significato geopolitico di aver concentrato nella zona interessata 86 milioni di abitanti. Un&#8217;area di assoluta strategicit\u00e0 per il governo cinese e per il Partito comunista cinese con una importante presenza di forze navali \u2013 considerate il fiore all&#8217;occhiello del People Liberation Army \u2013 che quindi delineano un sistema duale civile\/militare completamente integrato. \u00c8 questo il ragionamento all&#8217;origine della Greater Bay Area e della militarizzazione del Mar Cinese Meridionale. Per rendersi conto di cosa si celi veramente dietro alle promesse di crescita della GBA \u2013 ha proseguito Terzi \u2013 \u00e8 sufficiente consultare il documento di base, il Piano di Azione, con cui Pechino ha stabilito la piena integrazione del People Liberation Army nelle ricerche pi\u00f9 avanzate in tutte le tecnologie, le start-up, le aggregazioni industriali esistenti in quella zona. Ci\u00f2 vuol dire che, in base alla legge sulla sicurezza nazionale in vigore in Cina, ogni informazione, ogni attivit\u00e0 di un qualsiasi Board of Directors, \u00e8 monitorata e condivisa con la sfera militare. Coloro che una volta si chiamavano &#8216;commissari del popolo&#8217;, oggi si chiamano &#8216;funzionari&#8217; o &#8216;esperti&#8217; gentilmente invitati dal governo cinese a far parte di rilevanti Board of Directors. Una grande area diretta da un sistema politico come quello comunista-cinese che impone agli scienziati \u2013 milioni negli anni, e almeno un milione all&#8217;anno \u2013 che vengono in Occidente di tornare in patria con le conoscenze acquisite e con l&#8217;obbligo di mettere l&#8217;intero \u00absapere\u00bb a disposizione di questo sistema civile\/militare. Non \u00e8 un caso che nella Greater Bay Area vi sia un numero altissimo di PhD nazionali cinesi, stimati attorno al 20% del totale. Nell&#8217;Unione europea, come nei Paesi che si riconoscono nel nostro sistema di regole universali, siamo legati ad un ordine internazionale basato sui trattati ratificati, sulla legge internazionale, sugli elementi ritenuti essenziali dai nostri sistemi politici, a cominciare dalla libert\u00e0. Per questo non obbligheremo mai, non ricatteremo mai i nostri scienziati, i nostri \u00abLeonardo\u00bb, con minacce a loro o alle loro famiglie di ritorsioni qualora non ottemperassero a determinate direttive politiche. Le conseguenze di un simile sviluppo che avanza sotto il controllo e l&#8217;impulso dell&#8217;Esercito Popolare di Liberazione devono preoccuparci, soprattutto alla luce dell&#8217;aggressivit\u00e0 cinese. Lo dimostra la politica di Pechino nei confronti di Hong Kong, Xinjiang, Taiwan e lo dimostra il fatto che Russia e Cina siano &#8216;incondizionatamente&#8217; alleate e collaborino strettamente nel perseguire tutti gli obiettivi strategici sia di Mosca, sia di Pechino, nelle rispettive aree di specifico interesse: come enfaticamente dichiarato in diverse occasioni da Putin e da Xi Jinping. Venendo al tema della transizione verde Terzi ha poi evidenziato l&#8217;importanza di seguire politiche energetiche indipendenti. In merito alla scelta di applicare i dazi da parte dell&#8217;UE sulle auto elettriche made in China, ha commentato \u00ab\u00e8 proprio sulle politiche green occidentali che la Cina si \u00e8 di fatto inserita nei nostri sistemi economici, assicurandosi il controllo delle materie prime pi\u00f9 indispensabili per la transizione. Il primato sui pannelli solari, le pale eoliche oramai in fase avanzata e oggi le auto elettriche. Bench\u00e9 l&#8217;auto elettrica cinese sia a zero emissioni, ogni componente, a partire dalle batterie, \u00e8 lavorato, raffinato, prodotto con energia proveniente dalle centrali a carbone, centrali di cui la Cina dispone e anzi, non esita a accrescere l&#8217;utilizzo. Basti pensare che lo scorso anno le importazioni nette di carbone sono aumentate del 63%. Siamo di fronte ad una dinamica quindi in cui non solo diventiamo pi\u00f9 dipendenti dalla Cina ma inquiniamo di pi\u00f9. Nel settore delle auto elettriche il rischio di una vera e propria desertificazione c&#8217;\u00e8, in questo come altri settori naturalmente\u00bb, ha concluso Terzi.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In occasione del Forum Brainstorm Innovation di Fortune Italia, evento organizzato in collaborazione con il Centro di Ricerca Strategic Change \u00abFranco Fontana\u00bb della LUISS, il Sen. 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