{"id":1000006370,"date":"2024-06-23T11:16:33","date_gmt":"2024-06-23T14:16:33","guid":{"rendered":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000006370"},"modified":"2024-06-23T11:16:35","modified_gmt":"2024-06-23T14:16:35","slug":"premierato-e-autonomia-differenziata-una-bella-lotta-politica-sul-nulla","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000006370","title":{"rendered":"Premierato e Autonomia differenziata? Una bella lotta politica&#8230; sul nulla"},"content":{"rendered":"\n<p>Ma che bello, finalmente una netta e riconoscibile contrapposizione politica. Partiti che si menano in Parlamento, che si combattono nelle piazze a male parole, alla faccia di quelli che dicevano che tutto era ormai morto e sepolto. La destra e la sinistra che spuntano fuori belle arzille come non mai rispetto ai tanti galletti del centro moderato che, a parte qualcuno che al momento si \u00e8 salvato con l&#8217;aiuto dell&#8217;aldil\u00e0, hanno perso penne, futuro politico e presto finiranno in padella, un po&#8217; a destra e un po&#8217; a sinistra. La benzina che ha riattizzato gli animi \u00e8 la riforma del Premierato, l&#8217;elezione diretta del Presidente del Consiglio che vuole la premier Giorgia Meloni, e dell&#8217;Autonomia differenziata cara alla Lega di Salvini. La Destra che tira dritto e promette di rivoltare l&#8217;Italia sotto e sopra; le opposizioni che gridano al complotto e promettono una raffica di referendum per far saltare&nbsp; la manovra dei &#8216;golpisti&#8217;. Poi ti metti un pochino a ragionare e scopri che se non siamo su scherzi a parte poco ci manca. Infatti, di che stiamo parlando? Del forse che potrebbe essere mai? Basterebbe soltanto considerare un attimo lo straordinario potere del tempo e della burocrazia amministrativa ormai piena di &#8216;dna romano&#8217; per capire che l&#8217;attuale lotta serve soltanto ai contendenti per lanciare un qualche osso ai rispettivi elettorati. Con la speranza che ci caschino. Partiamo dal Premierato, appena approvato dal Senato e sul quale dovranno esserci altri tre voti in Parlamento. E se alla fine della fiera non ci dovesse essere la maggioranza qualificata dei due terzi poi si dovr\u00e0 passare per forza dal referendum confermativo. E gi\u00e0 ci vuole qualche anno. Altro problemino, il Premierato per essere messo in pratica ha bisogno di una nuova legge elettorale. Proporzionale, maggioritario, ad un turno o col ballottaggio? E con quale percentuale si porta a casa una sicura maggioranza in Parlamento? Altro tempo, e belle battaglie per gli opposti schieramenti. Col centrodestra che dir\u00e0 al centrosinistra: &#8216;Il Premierato lo volevate fare pure voi a suo tempo e non ce l&#8217;avete fatta, e ora vi rode perch\u00e9 lo facciamo noi&#8217;; e gli altri che urleranno: &#8216;Ma i buoni siamo noi e la nostra riforma era comunque migliore&#8217;. Se poi ci spostiamo sull&#8217;Autonomia differenziata qui non solo casca l&#8217;asino ma pure chi ci sta sopra. Le materie che le Regioni possono reclamare sono 23 (quasi tutto il cucuzzaro, lo Stato alla fine si girer\u00e0 i pollici), di queste ben 14 materie prima di passare alle Regioni bisogner\u00e0 definire i famigerati Lep, i livelli essenziali delle prestazioni. A partire dalla regina della spesa: la Sanit\u00e0. La legge approvata prevede ben due anni per la loro quantificazione, alla fine si aprir\u00e0 la trattativa Regioni-Stato per poi arrivare alla firma dell&#8217;accordo, se ci sar\u00e0. Voi capite che senza prima fissare i Lep, e quindi a quante risorse ci saranno da spartire, stiamo parlando di niente. Se poi ci fermiamo a ragionare sulle stime fornite dai vari istituti di ricerca queste variano da 50 a 100 miliardi, pari a 4 o 5 manovre di bilancio. Anche qui un sobbalzo: ma scusate, non \u00e8 stato comunicato che l&#8217;Europa ha messo l&#8217;Italia in procedura per deficit eccessivo, e che questo comporter\u00e0 un piano di rientro da qui a sette anni che lascer\u00e0 in cassa pochi spiccioli per tutto il resto? A meno che, e qui bisogner\u00e0 fare attenzione a quelli che dietro alle chiacchiere di rito di oggi non pensino davvero a spaccare il Paese, i soldi che non ci saranno si trasformino in alibi per dire che visto che non si possono finanziare i Lep bisogner\u00e0 rifarsi alla spesa storica. Che tradotto, di fatto significherebbe che la gran parte della grana se la prender\u00e0 il Nord e le briciole il Sud. Un rischio gi\u00e0 evidenziato al momento della definizione del Pnrr, con l&#8217;introduzione della clausola: almeno il 40% degli investimenti devono essere rivolti al Mezzogiorno. Questa la dura realt\u00e0, forse \u00e8 per questo che i partiti oggi e domani giocheranno a dirsene quattro e a scontrarsi nelle piazze: fai la tua figura e non costa, dimostri che qualcosa stai facendo e alla fine, per qualsiasi cosa non dovesse andare in porto, potrai sempre accusare l&#8217;avversario di boicottaggio. Colpa dell&#8217;altro, sport nazionale.<\/p>\n\n\n\n<p>Nico Perrone<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ma che bello, finalmente una netta e riconoscibile contrapposizione politica. Partiti che si menano in Parlamento, che si combattono nelle piazze a male parole, alla faccia di quelli che dicevano che tutto era ormai morto e sepolto. 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