{"id":1000006084,"date":"2024-06-03T14:33:09","date_gmt":"2024-06-03T17:33:09","guid":{"rendered":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000006084"},"modified":"2024-06-03T14:33:11","modified_gmt":"2024-06-03T17:33:11","slug":"svezia-pacifismo-addio-alle-armi-200-anni-dopo-contro-lo-zar","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000006084","title":{"rendered":"Svezia, pacifismo addio: alle armi 200 anni dopo contro lo Zar"},"content":{"rendered":"\n<p>Oltre tre miliardi di euro in aiuti militari: \u00e8 quanto ha ottenuto Volodymyr Zelensky nel suo tour europeo di inizio settimana. Forse \u00e8 stata per\u00f2 la giornata di venerd\u00ec 31 maggio quella pi\u00f9 significativa: il presidente ucraino ha incassato il \u00abs\u00ec\u00bb della Germania all&#8217;uso di armi Nato contro obiettivi in Russia, mentre a Stoccolma, la capitale svedese, ha stretto accordi militari coi leader di cinque Paesi nordici per ulteriori finanziamenti. In questo contesto la Svezia \u00e8 tornata in prima fila, facendo nuovi annunci: sale a 9 miliardi il pacchetto complessivo triennale di aiuti a Kiev, 6 miliardi dei quali per armamenti e munizioni. \u00abIl nostro sostegno non si fermer\u00e0\u00bb ha garantito il premier Ulf Kristersson, esponente dei liberal-conservatori del Moderata samlingspartiet. La notizia sembra mettere una pietra tombale sulla storica politica estera svedese che, complici decenni di maggioranze social-democratiche, era basata su pacifismo e neutralit\u00e0 attraverso diplomazia, accordi per la sicurezza comune e grande sostegno agli organismi multilaterali. A contribuire a questo immaginario che, secondo diversi studiosi ha reso la Svezia un \u00abbenefattore\u00bb sul piano internazionale, capace di \u00absvolgere il ruolo di agente del bene comune\u00bb attraverso \u00absuperpoteri morali\u00bb, il fatto che il Paese non sia stato in guerra con nessuno dal 1814 e abbia seguito una politica di non allineamento militare anche nelle fasi pi\u00f9 calde, dai due conflitti mondiali alla Guerra fredda. Secondo qualcuno, per\u00f2, tale \u00abdisimpegno\u00bb sarebbe da attribuire al fatto che la Svezia sarebbe una nazione tutto sommato debole, con un territorio molto esteso e appena 10 milioni di abitanti. A ribaltare l&#8217;equazione \u00abSvezia uguale pace\u00bb, tuttavia, \u00e8 stato l&#8217;annuncio di adesione alla Nato giunto il 26 maggio 2022 dal ministro della Difesa Peter Hultqvist, ad appena tre mesi dall&#8217;offensiva militare russa in Ucraina. A febbraio scorso, l&#8217;ingresso nell&#8217;Alleanza atlantica \u00e8 stato ratificato. L&#8217;ultima guerra svedese fu combattuta nel 1814, contro la Norvegia, poco dopo che il regno di Stoccolma aveva fatto parte dell&#8217;alleanza militare contro Napoleone, peraltro proprio al fianco della Russia degli zar. Da allora, la Svezia ha deciso di prendere le distanze dalle bellicose controversie che opponevano le grandi potenze europee. Forse proprio il ritorno della minaccia russa in Europa ha fatto crollare il \u00abmai nella Nato\u00bb al 19% nei sondaggi popolari, spingendo i partiti a sostenere l&#8217;adesione all&#8217;unanimit\u00e0. Sul piano dell&#8217;industria delle armi, per\u00f2, il dinamismo svedese \u00e8 un po&#8217; pi\u00f9 longevo. Nel saggio &#8216;Dal pacifismo agli armamenti: svelare il paradosso del commercio di armi svedese&#8217; la ricercatrice Catarina Silva riferisce che da almeno 30 anni, e \u00abnonostante le sue dimensioni\u00bb, il Paese \u00abha prodotto sistemi d&#8217;arma per tutti i rami militari \u2013 aerei, terrestri e marittimi \u2013 grazie soprattutto a ingenti investimenti in ricerca e sviluppo\u00bb. Proprio per la natura \u00abnon impegnata del Paese\u00bb l&#8217;industria si \u00e8 orientata prevalentemente alle esportazioni. \u00ab\u00c8 un diritto umano sentirsi al sicuro\u00bb \u00e8 lo slogan scelto nel 2020 dalla Saab, primo produttore nazionale. Ma in Svezia l&#8217;export di armi, come anche in altri Paesi, Italia compresa, deve ottenere delle autorizzazioni: 797 quelle concesse nel 2023 per 28 miliardi di corone (2,45 miliardi di euro). Lo rivela l&#8217;ultimo report dell&#8217;Ispettorato per i prodotti strategici (Isp), che fa capo al ministero degli Esteri. Tra i dati pi\u00f9 interessanti, il fatto che nella lista dei 56 acquirenti, non mancherebbe nessun Paese occidentale. Il nome di uno Stato per\u00f2 \u00e8 \u00aboscurato\u00bb, cosa che non \u00e8 sfuggita ai media internazionali, determinando una replica dall&#8217;Isp: \u00abSe divulghiamo questa informazione, rischiamo di rompere le relazioni della Svezia con quel Paese, il che significa che le informazioni sono coperte dal segreto\u00bb. Tali vendite ammontano a 1,6 miliardi di euro, ossia oltre la met\u00e0 del totale.<\/p>\n\n\n\n<p>Alessandra Fabbretti<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Oltre tre miliardi di euro in aiuti militari: \u00e8 quanto ha ottenuto Volodymyr Zelensky nel suo tour europeo di inizio settimana. 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