1 marzo, 2024

Italia è boom di madri ultracinquantenni

 In Italia sono 10mila i bambini nati negli ultimi anni con la procreazione medicalmente assistita (Pma) ‘eterologa’, che nel nostro Paese risulta in crescita a ragione del fatto che sempre più donne cercano la gravidanza in una età matura. “Le nostre Linee Guida- afferma il Professor Claudio Giorlandino, ginecologo, presidente dell’Italian College of Feto Maternal Medicine– permetterebbero l’eterologa solo fino all’età nella quale, teoricamente, una donna potrebbe concepire naturalmente e quindi, in realtà, non oltre i 44 anni. Ma tale limite è ampiamente disatteso essendovi, ogni giorno, gravidanze oltre i 50 anni di età”. “Queste gravidanze in donne non giovanissime– prosegue l’esperto- sono cosiddette eterologhe perché ottenute con ovociti di donatrici giovani. Questi ovociti vengono poi fecondati nel laboratorio di embriologia e poi trasferiti nell’utero della futura mamma che quindi ospiterà una gravidanza appunto eterologa. Questa si chiama così perché creata in vitro dalla fertilizzazione di un gamete estraneo, l’ovocita di una donna più giovane, con uno spermatozoo del partner”. Secondo Giorlandino “va però sottolineato ed affermato con forza che una donna, indipendentemente se l’ovocita che ha dato origine a suo figlio, sia suo o di una donatrice, sarà perfettamente madre. Il figlio che le cresce scalciandole in grembo e che poi lei partorirà, assorbirà da costei, durante la gestazione, tutto il messaggio filo-ontogenetico necessario per la sua individualità mentale. Il piccolo modellerà il suo sistema nervoso e plasmerà il suo nucleo psichico dall’ambiente esterno mediato dal filtro materno”. “Le sensazioni, le emozioni e tutto il vissuto materno- precisa- sarà trasferito direttamente dalla madre al feto in modo diretto e totale. Siamo di fronte al meraviglioso fenomeno dell’imprinting. Madre e figlio dialogano e formano un tutt’uno indipendentemente dal gamete iniziale”. Ma da dove arrivano gli ovociti? Spagna, Grecia, Ucraina, Polonia, Romania. Provengono da questi Paesi gli ovociti utilizzati per la fecondazione eterologa in Italia. Ma perché i gameti provengono tutti dall’estero? Non ci sono forse anche donne italiane disposte a donare i propri ovociti? “La risposta è no! Rarissime eccezioni per alcune che, sottoponendosi esse stesse ad una stimolazione per Pma donano, eccezionalmente, qualche ovocita se la stimolazione ha prodotto un numero molto elevato di gameti. Si deve innanzitutto premettere che la donazione di ovociti è, per legge, volontaria e gratuita come quella degli organi. Lo è qui da noi come in Spagna, ma questa è una ipocrisia. In realtà- evidenzia Giorlandino- camuffato da un rimborso spese o da altro benefit, in Spagna, come in tutti i Paesi dove non vi è questo obbligo di gratuità, le ragazze vengono pagate per farsi stimolare e prelevare i propri ovociti”. “Un triste mercato- precisa- che non deriva da una generosa donazione, come quella del sangue, ma da un commercio. Tra l’altro anche miserabile. In genere tra i 1000 ed i 2000 euro. Per tale cifra delle giovani si sottopongono ad una potente stimolazione ormonale, con tutti i rischi che comporta, non già per loro stesse, ma per farsi prelevare ovociti che saranno poi venduti all’estero a pagamento. Queste povere ragazze, in questi centri, vengono addirittura iperstimolate. Vuol dire che le ovaie di queste giovani sono stimolate farmacologicamente oltre ogni limite consentito per sfruttarle al massimo e prelevare, così, il numero maggiore di ovociti possibile da vendere poi, in Italia, al costo, in genere, di oltre i 3.000 euro per un set di 6 ovociti. Prezzi diversi, anche inferiori, da altre nazioni. Gli ovociti vengono poi sempre trasportati via terra giacché non possono essere sottoposti allo shock della depressurizzazione in volo”. “In Italia, invece, ragazze che si fanno stimolare per denaro non ce ne sono. Niente. Le nostre connazionali, anche se bisognose, non si fanno usare. Si rispettano e temono per la loro integrità riproduttiva- dichiara l’esperto- giacché ritengono, a ragione, che sottoporsi a violenta stimolazione ormonale e poi ad un intervento di pick-up per prelevare i propri ovociti sia rischioso. E come dargli torto! Nessuna svende il proprio patrimonio riproduttivo solo per danaro e rimangono solo un piccolissimo numero di signore che cede qualche gamete solo, come detto, se durante il proprio percorso di procreazione medicalmente assistita, produce un numero eccessivo di ovociti”. “Bisogna far comprendere alle donne che, per diventare madri, non c’è sempre tempo. Che non aspettino così tanto in attesa di ottenere prima tutto il resto e poi giungere alla maternità. A quel punto potrebbe essere tardi. Dopo una certa età, non stiano a credere alla fesseria del fantomatico ‘piccolo aiutino ormonale’ di cui parlano sui media le attempate Vip in tarda maternità, ma sappiano che, se allora vorranno figli, saranno obbligate ad intraprendere un percorso molto più impegnativo di quello falsamente dichiarato da costoro”. “Un percorso impegnativo- conclude il presidente dell’Italian College of Feto Maternal Medicine- ma che comunque e fortunatamente, in Italia, dove la qualità dei Centri di riproduzione è tra le migliori del mondo, porterà ad un successo riproduttivo, senza più bisogno di andare all’estero dove spesso le performances tecnico-scientifiche non sono alla nostra altezza”.

Filomena Martone