Gazzettino Italiano Patagónico

Mozione di Sinistra e Verdi per interrompere la fornitura di armi a Kiev

 “Stop alla fornitura di armi all’Ucraina”. Sinistra Italiana e Verdi chiedono al governo di “interrompere la fornitura di equipaggiamento militare, concentrando tali risorse sull’assistenza umanitaria e la ricostruzione” e di “fornire al Parlamento ogni elemento utile circa la natura e la quantità di equipaggiamento militare fin qui fornito all’Ucraina“. In una mozione che sarà discussa domani a Montecitorio e che mercoledì andrà al voto dell’aula, i partiti alleati col Pd mettono nero su bianco una strategia alternativa a quella seguita fin qui dall’Italia. Ora bisogna vedere se sul documento convergeranno anche le altre opposizioni critiche con l’impostazione della Farnesina, a cominciare dai Cinque Stelle e da quella parte del Pd che ha manifestato a Roma il 5 novembre scorso. Sinistra Italiana e Verdi non rimuovono le responsabilità russe. “Bisogna ribadire – scrivono – la ferma condanna dell’aggressione russa in Ucraina che si pone in palese violazione del diritto internazionale e che ha aperto uno scenario angosciante di insicurezza globale”. Ricordano inoltre “che il dramma di questa guerra, come di ogni guerra, ricade principalmente sulla popolazione civile inerme e guarda con allarme alla sua condizione; si esprime quindi la piena solidarietà alla popolazione colpita dalla guerra, ai profughi, ai rifugiati costretti ad abbandonare le proprie case e le proprie attività, alle vittime di bombardamenti, violenze e torture”.

“NON C’È SOLUZIONE MILITARE AL CONFLITTO”

Ma l’analisi dei partiti alleati del Pd parte dal presupposto che la guerra sia diventata ora un conflitto di posizione e di logoramento, destinata a protrarsi sul lungo periodo prolungando e aumentando così il carico di morte. Il partito di Nicola Fratoianni e quello di Angelo Bonelli richiamano in tal senso le dichiarazioni del Capo di Stato Maggiore Usa, Mark Milley: “Esiste una bassa probabilità che l’Ucraina possa costringere militarmente la Russia a lasciare tutto il territorio ucraino che occupa. Non è immaginabile nessuna soluzione militare al conflitto“. Pertanto l’Italia deve riconsiderare la sua strategia: “La fornitura di equipaggiamento militare all’Ucraina era stata considerata come uno strumento volto a consentire la determinazione di migliori condizioni negoziali. Va rilevato però con estrema preoccupazione l’assenza di qualsiasi percorso negoziale o persino l’individuazione di condizioni concrete e realistiche in cui tale negoziato possa aver luogo. Si osserva invece la debolezza se non l’inesistenza di un ruolo diplomatico da parte dell’Italia e dell’Unione Europea, rispetto alla quale emerge la necessità di una netta inversione di rotta”.
In sostanza, deve diventare “prioritaria la via negoziale per la ricerca della pace e la fine del conflitto”. In che modo? “Facendosi carico di uno sforzo negoziale e diplomatico”- scrivono i due partiti, lavorando alla convocazione di una conferenza multilaterale per la pace e la sicurezza guidata dalle Nazioni Unite”. Di piu’. L’Italia puo’ contribuire anche con i Corpi civili di pace. Si tratta di una figura – giovani volontari dal 18 ai 28 anni – prevista dalla manovra del 2014, che attualmente rappresenta un progetto interno al programma del Servizio civile universale (Scu). A tal fine serve un intervento legislativo per definire fondi e organizzazione.

Alfonso Raimo

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