Al voto di midterm Biden perde la Camera ma non il Senato

Al voto di midterm Biden perde la Camera ma non il Senato

16 noviembre, 2022 Off By Gazzettino Italiano Patagónico

“I democratici hanno vinto il Senato quindi il presidente Biden ora può finire ciò che ha iniziato sostenendo le istanze dei neri e del Black lives matter, e questo gli permetterà al tempo stesso di continuare a spingere anche per i diritti delle altre minoranze, come i latinoamericani o i nativi”. Questo il commento di Chinedu Nwokeafor, attivista americano di Washington del Blm, esperto di inclusione e con un master in gestione dei progetti. L’intervista avviene dopo la conferma del sorpasso dei democratici al Senato nelle elezioni di midterm grazie alla vittoria in Nevada di Catherine Cortez Masto sull’avversario Adam Laxalt, sostenuto da Trump. Il voto “di metà mandato” per il rinnovo delle due ali del Congresso si tiene due anni dopo le presidenziali ed è quindi un banco di prova per il presidente in carica. E per Joe Biden, è una vittoria a metà: la Camera è andata ai Repubblicani – che alle prossime elezioni potrebbero ricandidare l’ex inquilino della Casa Bianca, Donald Trump – con 212 scranni contro i 203 dei dem. L’ultimo seggio del Senato verrà invece assegnato il 6 dicembre al ballottaggio tra i candidati della Georgia, ma con 50 seggi già confermati e il voto della vipresidente Kamala Harris, Biden potrà contare almeno sul sostegno della Camera Alta.

“DALLO SCHOCK PER FLOYD SIAMO PASSATI ALL’AZIONE”

Nwokeafor ragiona intanto su quanto realizzato da Biden in questi due anni e sui progressi che il movimento Blm ha ottenuto: “Dalla reazione si è passati all’azione- dichiara- ora lavoriamo per capire come creare giustizia sociale in ogni aspetto della vita delle persone, in America come a livello internazionale. Il Blm si è esteso anche in Africa o in Europa, lo troviamo anche in Italia, e questo è il punto: aumentare la consapevolezza per arrivare a leggi concrete che diano speranza alle persone e migliorino la quotidianità. Passato lo shock e asciugate le lacrime dopo l’omicidio George Floyd (l’afroamericano di Minneapolis morto il 25 maggio del 2020 per soffocamento mentre era in custodia di un agente, Derek Chauvin, poi condannato a 22 anni di reclusione, ndr) ci siamo rimboccati le maniche: le nostre istanze devono raggiungere la politica”. L’esperto chiarisce: “Biden non è un salvatore ma rispetto a Trump ha garantito molto più spazio agli afroamericani per portare avanti preoccupazioni e idee”. Oggi quindi camminare in strada è diventato più sicuro? “La sicurezza è soprattutto una condizione mentale e il concetto stesso non è uguale per tutti” risponde Nwokeafor, che aggiunge: “il movimento afroamericano non è monolitico: varia a seconda delle città, degli individui e delle idee” ma a cambiare radicalmente le cose è il fatto che “ora le persone possono discutere di cosa le fa sentire più sicure, consapevoli che saranno ascoltate”.

PIÙ RESPONSABILITÀ AGLI AGENTI E SPAZIO ALLE MINORANZE

A Nwokeafor fa eco la collega Alexandria Maloney di The world is watching, un’associazione che aderisce al Blm: “Dopo il processo Floyd e la condanna degli agenti responsabili del suo omicidio è finalmente passato il messaggio che anche compiere violenze sulle minoranze è un crimine punibile per legge. Come donna afroamericana- prosegue Maloney- mi sento più sicura perché non solo gli agenti indossano la bodycam per legge, ma sento che sta diventando più chiaro qual è il ruolo della polizia, ossia quello di proteggere le persone. Quindi, se qualcuno manifesta un disagio mentale, non è la polizia che bisogna chiamare bensì i servizi medico-sanitari” dice, in riferimento al caso al caso di un ragazzo di 13 anni nello Utah ucciso a colpi di arma da fuoco dagli agenti che la mamma aveva chiamato mentre aveva una crisi. Il teenager non è stato il primo né l’ultimo: un caso analogo è avvenuto a metà settembre. Maloney evidenzia inoltre “l’effetto traino” che il Blm ha avuto portando all’attenzione i diritti delle altre comunità e la lotta al razzismo: “Sempre più esponenti del Blm entrano in politica o vengono coinvolti come consulenti. Anche le aziende sono più attente ad assumere persone provenienti dalle varie minoranze”. L’attivista, che a Roma ha ritirato un premio alla John Cabot University dove ha compiuto gli studi universitari, evidenzia anche l’importanza di “finanziare gli studi accademici sulla storia afroamericana”.

Alessandra Fabbretti