Il sito archeologico di Grotta Romanelli ha restituito tracce di ossa umane riferibili alla parte finale del Pleistocene, precedenti ai Neanderthal

Il sito archeologico di Grotta Romanelli ha restituito tracce di ossa umane riferibili alla parte finale del Pleistocene, precedenti ai Neanderthal

17 agosto, 2022 Off By Gazzettino Italiano Patagónico

Grotta Romanelli, importante sito archeologico e fossilifero del Paleolitico italiano situato in un’insenatura della costa pugliese vicino a Castro (Lecce), è molto più antica di quanto si è finora ritenuto. Una ricerca appena pubblicata sulla rivista Nature-Scientific Reports, realizzata da Sapienza Università di Roma, Università di Torino, Università Statale di Milano e Istituto di Geologia Ambientale e Geoingegneria del Cnr, dimostra che gli strati inferiori della grotta, che conserva tracce di fasi differenti del passaggio dell’uomo preistorico attraverso numerosi reperti archeologici, paleontologici, sepolture umane, arte parietale e mobiliare, risalirebbero a 350mila anni fa, epoca in cui uomini e animali hanno quindi iniziato a lasciare testimonianza della loro presenza nei sedimenti della grotta, molto prima quindi dei 125mila anni fa (Tirreniano) indicati dalle ricerche passate.

Frequentata da grandi mammiferi e uomini precedenti ai Neanderthal

Gli ultimi rilevamenti geologici e le attività di scavo hanno messo infatti in luce microfossili marini e livelli stalagmitici nel complesso degli strati inferiori della grotta che, insieme a fossili di grandi mammiferi e strumenti in calcare, hanno permesso di attribuire i depositi a un periodo più antico del Tirreniano. Le nuove scoperte cambiano notevolmente la ricostruzione dell’evoluzione geologica dell’area, con implicazioni importanti anche per la storia delle variazioni del livello del mare e degli ecosistemi in questo settore del Mediterraneo. Confermano inoltre la presenza di umani in Italia molto prima che comparissero i primi Homo sapiens, rafforzando l’idea che le forme antiche umane che frequentarono la grotta agli inizi, convivendo con grandi mammiferi poi estinti come elefanti, ippopotami e rinoceronti, siano precedenti ai Neanderthal. Le attività di scavo sul terreno proseguiranno con l’esplorazione della parte più interna della grotta, mai studiata finora, lavorando anche alla valorizzazione e alla divulgazione delle ricerche di un sito che, dopo oltre un secolo dalla sua scoperta, continua a raccontare storie affascinanti e sorprendenti.

Michele Rota