WWF coinvolge più di 100 volontari nel monitoraggio dei nidi delle tartarughe marine

 WWF coinvolge più di 100 volontari nel monitoraggio dei nidi delle tartarughe marine

18 junio, 2022 Off By Gazzettino Italiano Patagónico

 Giornata mondiale delle tartarughe marine (World Sea Turtle Day), un giorno utilizzato per onorare e sottolineare l’importanza di queste creature, magnifiche e importanti per l’ecosistema marino e tra gli animali più carismatici del pianeta. La sopravvivenza di questa bellissima specie è costantemente minacciata: ogni anno in Italia 25.000 tartarughe marine vengono catturate da reti a strascico e l’80% degli esemplari di caretta caretta nel Mediterraneo ha ingerito plastica. Nella Giornata mondiale delle tartarughe marine, il WWF ha pubblicato il report “Italia, penisola delle tartarughe” (scarica qui il documento). Il report racconta vita e minacce di questa specie, ma anche tutti i progetti che il WWF porta avanti e i risultati ottenuti per la loro tutela. Ogni estate il WWF coinvolge più di 100 volontari nel monitoraggio dei nidi e vengono salvate e curate centinaia di tartarughe marine. Nel report si trova anche un vademecum di comportamento per i turisti che nel corso dell’estate dovessero incontrare una tartaruga in difficoltà o scoprire tracce lungo la spiaggia.

La campagna GenerAzioneMare

Le tartarughe marine, che nidificano nelle coste italiane e vivono nei nostri mari, sono fra le specie simbolo della campagna GenerAzione Mare, che unisce cittadini, volontari, imprese, comuni, associazioni, aree protette e pescatori per un unico obiettivo: la tutela del capitale blu del Mediterraneo e di chi lo abita. Il Mediterraneo ospita tre specie di tartaruga marina: la tartaruga comune (Caretta caretta), la tartaruga verde (Chelonia mydas) e, sebbene più rara, la tartaruga liuto (Dermochelys coriacea). Queste nidificano soprattutto sulle coste orientali del bacino, mentre la tartaruga comune Caretta caretta è l’unica che nidifica regolarmente lungo le coste italiane (soprattutto nelle regioni meridionali). Negli ultimi cinque anni (2016-2021) è stato registrato un aumento nel numero dei nidi che, tuttavia, rappresentano solo alcune decine di unità dei circa 8 mila dell’intero Mediterraneo.

Le minacce

Il mare si sta scaldando velocemente ed è “invaso” dai rifiuti di plastica. Questi due fattori, insieme alle attività da pesca intensiva e all’impatto con i natanti, agiscono su tutte le fasi del ciclo vitale delle specie di tartarughe marine, che nella lista Rossa della IUCN, compaiono come a rischio di estinzione. Nel Mediterraneo oltre 150.000 tartarughe ogni anno vengono catturate accidentalmente da ami da pesca, lenze e reti e oltre 40.000 muoiono. Solo in Italia, ogni anno 25.000 tartarughe marine vengono catturate da reti a strascico.

Il ruolo dei Centri di recupero

Lo scopo dei Centri di recupero è curare e riabilitare gli animali recuperati con ferite di diversa entità. Le tartarughe ricevono le cure veterinarie di cui hanno bisogno e, se possibile, vengono liberate in mare dopo la guarigione. I centri di recupero del WWF si trovano a Policoro, Molfetta, Torre Guaceto e Capo Rizzuto e trattano circa 500 tartarughe l’anno, con una buona percentuale di individui curati e poi rilasciati in mare.

 Mariana Calcinelli