Covid: continua a correre in tutto il mondo il contagio della nuova variante Omicron del Covid 19

Covid: continua a correre in tutto il mondo il contagio della nuova variante Omicron del Covid 19

9 enero, 2022 Off By Gazzettino Italiano Patagónico

Contagi in rapido aumento e decessi ridotti del 3% settimanale: è questa la fotografia mondiale di una pandemia sempre più diffusa e alimentata dalla variante Omicron, ma che appare meno pericolosa.
La nuova variante meno letale
Nell’ultima settimana si è rilevata nel mondo una media di quasi due milioni di infezioni al giorno. Un totale di 34 Paesi ha registrato numeri record. Diciotto di questi sono in Europa. Numeri senza precedenti anche in Usa, Canada e Australia per un totale di 300 milioni di contagi da inizio pandemia. L’accelerazione della diffusione del Covid non si è però tradotta in un aumento dei dati sulla mortalità. Anzi, la media globale giornaliera dei decessi negli ultimi sette giorni appare in calo del 3% rispetto alla settimana precedente. Gli esperti ritengono che Omicron provochi una malattia meno grave e, secondo uno studio britannico, le possibilità di venire ricoverati sono del 90% inferiori rispetto alla variante Delta.
Le misure dei governi
Molti governi varano comunque nuove strette. Nelle Filippine i non vaccinati che escono di casa saranno arrestati e l’India impone l’obbligo quarantena di una settimana a tutti i viaggiatori che arrivano dall’estero indipendentemente dal risultato del tampone fatto in aeroporto. All’ottavo giorno sarà obbligatorio sottoporsi a un nuovo test molecolare. Sino a oggi, questa misura si applicava solamente ai viaggiatori provenienti dai Paesi della lista definita “a rischio”. Oggi in Italia entra in vigore il decreto sull’obbligo vaccinale per gli over 50, mentre è scontro tra governo e regioni sulla riapertura delle scuole. Alcune istituzioni locali vorrebbero un rinvio del ritorno degli alunni in classe. Intanto salgono a 15 le regioni in giallo: da lunedì lo saranno anche Toscana, Emilia Romagna, Abruzzo e Valle d’Aosta.
Marco Guerra