Progetto life delfi: il linguaggio dei delfini per contribuire a salvarli

Progetto life delfi: il linguaggio dei delfini per contribuire a salvarli

8 enero, 2022 Off By Gazzettino Italiano Patagónico


Una delle minacce maggiori per la sopravvivenza dei delfini sono le reti da pesca, sulle quali finiscono spesso per impigliarsi e morire. Uno studio pubblicato sulla rivista Endangered Species Research rivela che il numero di delfini nell’Oceano Indiano è diminuito dell’80% a causa delle reti da posta utilizzate nella pesca intensiva dei tonni. Per ottimizzare i dissuasori acustici, noti come pinger, che allontanano i cetacei dalle reti da pesca è fondamentale approfondire l’interazione dei delfini con i suoni emessi da questi strumenti ed evitare, per esempio, l’assuefazione che li renderebbe inefficaci. Un team di esperti del CNR-IRBIM di Ancona, con la collaborazione del Dipartimento Didattico Scientifico di Oltremare e dello staff di addestratori e biologi, hanno registrato per oltre 24 ore le emissioni sonore e il comportamento dei delfini presenti nel parco Oltremare di Riccione: 5 esemplari di tursiope femmine e 2 maschi.
Ottimizzare l’algoritmo dei dissuasori per i delfini
Questa attività si inserisce in un filone di ricerca condotto nell’ambito del progetto Life Delfi, in cui si stanno utilizzando i dissuasori acustici in grado di ridurre le interazioni fra delfini e l’attività di pesca. I delfini, e in particolare i tursiopi, sono infatti noti per le capacità cognitive e di adattamento alle attività antropiche e nel corso degli ultimi decenni hanno modificato le proprie abitudini alimentari per sfruttare nuove opportunità di alimentazione, legate alle attività di pesca. In buona sostanza i delfini si avvicinano alle reti da pesca o addirittura seguono i pescherecci per cibarsi del pesce catturato nelle reti o scartato dalle imbarcazioni. Il lavoro del gruppo di ricerca permetterà di individuare l’algoritmo migliore per settare i pinger di Life Delfi, renderli più efficienti e in grado di attivarsi solo in presenza di delfini, in modo da ridurre sia l’inquinamento acustico in mare, sia la possibilità di assuefazione dei delfini ai segnali sonori emessi dal pinger, cosa che generalmente rende inefficaci questi strumenti nel lungo periodo.
Marta Frigerio