Groelandia:  si studiano le rocce sotto la calotta glaciale con le onde sismiche

Groelandia:  si studiano le rocce sotto la calotta glaciale con le onde sismiche

3 enero, 2022 Off By Gazzettino Italiano Patagónico


Le condizioni geologiche del terreno sotto la calotta glaciale della Groenlandia giocano un ruolo chiave nel determinare i movimenti dei ghiacci e identificare quali aree sono le più suscettibili ai cambiamenti climatici. Un team internazionale di ricercatori della Swansea University e University College London, in collaborazione con l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV), ha utilizzato il “rumore” generato dalle tempeste oceaniche per creare un modello dettagliato delle condizioni geologiche sottostanti la calotta glaciale della Groenlandia. Lo studio “Uppermost crustal structure regulates the flow of the Greenland Ice Sheet” è stato pubblicato sulla rivista Nature Communications. «La calotta glaciale della Groenlandia – spiega Andrea Morelli, ricercatore dell’INGV e coautore dello studio – è il secondo più grande serbatoio di acqua dolce sulla Terra. Tuttavia, il tasso di perdita di massa di ghiaccio è aumentato di sei volte dal 1991, il che rappresenta circa il 10% del recente aumento del livello globale del mare». Il problema, tuttavia, è come valutare ciò che sta accadendo in profondità nel sottosuolo, in quanto la roccia è ricoperta da uno strato di ghiaccio spesso circa 2,5 chilometri. «Misurando la forma e la velocità delle onde sismiche – aggiunge il ricercatore –siamo stati in grado di mappare ciò che sta accadendo fino a 5 chilometri al di sotto della calotta glaciale della Groenlandia». I ricercatori, quindi, analizzando le onde sismiche sono riusciti a elaborare immagini ad alta risoluzione. «La ricerca evidenzia l’importanza dell’interazione tra la terra solida e la dinamica della calotta glaciale. Queste interazioni ne controllano le dinamiche di scorrimento passate, presenti e future e devono essere adeguatamente esplorate e implementate nei modelli della calotta glaciale» conclude Andrea Morelli.
Mario Pinto