Papa triste per la morte dell’arcivescovo sudafricano Desmond Tutu

Papa triste per la morte dell’arcivescovo sudafricano Desmond Tutu

27 diciembre, 2021 Off By Gazzettino Italiano Patagónico


Desmond Tutu era “al servizio del Vangelo, attraverso la promozione della uguaglianza razziale e della riconciliazione nel suo Sudafrica”. E’ così che il Papa, in un telegramma al nunzio apostolico nel Paese africano, monsignor Peter B.Wells a firma del cardinale segretario di  Stato, Pietro Parolin, ricorda l’arcivescovo anglicano, scomparso oggi a 90 anni. Francesco esprime le sue condoglianze alla famiglia e ai cari di Tutu, “affidandone l’anima alla amorevole misericordia di Dio, invocando le benedizioni divine di pace e di consolazione nel Signore Gesù su tutti coloro che piangono la sua scomparsa nella sicura e certa speranza della resurrezione”. 
Il Nobel per la pace
Simbolo della resistenza all’apartheid, promotore della riconciliazione, coscienza del Sudafrica: l’arcivescovo anglicano Demond Tutu, morto oggi a 90 anni, era questo, e per questo fu insignito, nel 1984, del premio Nobel per la pace, per la sua instancabile lotta non violenta contro il regime razzista, per aver sostenuto il processo di riconciliazione nazionale nel suo Paese e per la strenua difesa dei diritti umani.
La Commissione Verità e Riconciliazione
Desmond Tutu, nato il 7 ottobre 1931 nella piccola città mineraria di Klerksdorp, a sud-ovest di Johannesburg, durante i periodi più bui del regime segregazionista organizzò marce pacifiche, chiedendo le sanzioni internazionali contro il regime bianco di Pretoria. Con Nelson Mandela presidente del Sudafrica, diede vita alla Commissione per la Verità e la Riconciliazione nel tentativo di favorire la pacificazione tra le due anime del suo Paese, voltando per sempre pagina sull’odio razziale, mettendo in luce le atrocità commesse durante la repressione dei bianchi e, allo stesso tempo, cercando di favorire da una parte una forma di perdono e dall’altra la riparazione morale alle famiglie delle vittime. 
Il Papa e la Fratelli tutti
Francesco lo aveva ricordato nella enciclica Fratelli tutti tra “i fratelli non cattolici” che lo avevano motivato “nella riflessione sulla fraternità universale”. Ad annunciarne la scomparsa è stato il presidente sudafricano Cyril Ramaphosa, che ha espresso “a nome di tutti i sudafricani, profonda tristezza per la morte, avvenuta domenica, di una figura essenziale della storia” del Paese.
Francesca Sabatinelli