DE GUSTIBUS…. ITALIA

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12 julio, 2021 Off By Gazzettino Italiano Patagónico

TRA STORIA E NATURA: IL FASCINO DI OSTIA

di Generoso D’Agnese

Oggi  il nome ufficiale di Ostia è  Lido di Ostia ed è una frazione del comune di Roma Capitale.    Località balneare nota per i suoi stabilimenti balneare e per le sua spiagge libere, Ostia deriva il suo nome dal latino, ossia “foce” o “porta, entrata”. Un chiaro riferimento all’insediamento originale del VII secolo a.C. che alla foce del Tevere venne chiamato  “Ostia Tiberina” e con tutta probabilità fu edificato sotto il regno di Anco Marzio, quarto re di Roma. Il villaggio nacque probabilmente come punto di approvvigionamento di sale anche se molto probabilmente divenne base delle prime flotte Romane. In età augustea fu rinnovato il foro e fu realizzato il teatro mentre lo stesso imperatore progettò la costruzione di un bacino portuale, realizzato poi dall’imperatore Claudio a circa 4 chilometri da Ostia. Sostituito dal porto esagonale di Traiano, progettato da Appollodoro di Damasco questa importante struttura crebbe in modo autonomo e sotto l’imperatore Costantino divenne una città autonoma. Con  lo spostamento della capitale imperiale da Roma a Costantinopoli, e con la crescente importanza del Porto, l’insediamento originario fu progressivamente abbandonato e lasciato in rovina. Per l’intera età altomedievale l’insediamento romano fu utilizzata come cava di marmo . Una prima rinascita avvenne tra il 1483 e il 1487, quando il Cardinale Giuliano della Rovere, futuro papa Giulio II   intraprese a proprie spese la costruzione dell’omonimo Castello  che oggi rappresenta un esempio di architettura militare rinascimentale. L’inondazione che deviò però il corso del Tevere nel 1557 e la lenta formazione di paludi malariche determinarono la decadenza del Castello e l’abbandono del Borgo. Nel  XIX secolo il territorio che una volta ospitava il borgo era costituito da saline e da paludi infestate dalla malaria mentre nel castello alloggiavano i prigionieri destinati ai lavori forzati, con i quali Pio VII e Pio IX  iniziarono i primi scavi archeologici di Ostia Antica. La bonifica venne realizzata con un sistema di canali per il deflusso delle acque e per merito di un nutrito gruppo di braccianti provenienti da Ravenna. Ostia (che oggi conosciamo come Ostia a mare) fu edificata durante il periodo fascista e la  tumultuosa crescita di Ostia è visibile nei numerosi esempi di architetture civili, risalenti quasi tutte agli anni ’20.  Villino Rossini, palazzo del Pappagallo, e istituzionale, palazzo del Governatorato, la sede del Municipio X e delle Poste, la torre Acea, il Collegio Navale IV Novembre, il Palazzo dell’ex GIL, rappresentano altrettante icone del razionalismo italiano e del neoclassicismo romano che trovano il loro contraltare nella chiesa di santa Maria Regina Pacis, chiesa di San Nicola di Bari e di san Nicola al Villaggio dei Pescatori, costruite tutte nel periodo che va dal 1919 al 1928.

Chi  arriva a Ostia per intraprendere l’affascinante tragitto verso i confini costieri meridionali del Lazio, non può esimersi dall’ammirare  il teatro romano di Ostia Antica, eretto alla fine del I secolo a.C. e capace di ospitare fino a 2500 persone. Si soffermerà anche su  Tor San Michele costruita nel Cinquecento, ma sicuramente apprezzerà anche le soste nelle numerose aree naturali e negli stabilimenti balneari storici che ancora oggi aprono ai turisti sul lungomare cittadino e dove è possibile fermarsi per gustare alcune pietanze tipiche del litorale come le rane fritte (uno dei piatti tipici della cucina di Nettuno), la zuppa di pesce alla portodanzese ( Piatto tipico della tradizione popolare di Anzio,)  ciambelle al vino, crostini alla ponticiana, crostini con alici, le ciambelle al vino e l’immancabile pasta alla carbonara.     Basttistini, fu il primo stabilimento balneare di Ostia, costruito nel 1919, cui seguirono Elmi, Salus, Urbinati (nel cui ristorante furono ospitati numerosi personaggi storici), Kursaal, Roma, Vecchia Pineta, Bagni La Vittoria, Plinius, Le Dune e Lega Navale. Tutti sono entrati in qualche modo anche nella storia del cinema. Ostia infatti ha avuto molto successo a livello cinematografico, ospitando il set di registi come Pier Paolo Pasolini, Federico Fellini, Alessandro Blasetti, Sergio Citti, che in questo angolo d’Italia si sono innamorati anche della scenografia naturale offerta dalla natura. A Ostia è infatti resiste un ecosistema dunale, sempre più raro lungo le coste della nostra penisola. Tra le dune di Capocotta,   segnalate come sito di importanza comunitaria e inserito nelle zone di protezione speciale, utilizzando le apposite passerelle che portano al mare, è possibile avvistare la testuggine di Hermann, una delle specie della fauna protetta in questo straordinario ecosistema naturale. La tenuta presidenziale di Castelporziano infine, con i suoi 59 chilometri quadrati, presenta la maggior parte degli ecosistemi tipici dell’ambiente mediterraneo. Nata come riserva di caccia e azienda agricola, ha perso  progressivamente  queste specifiche destinazioni  e oggi i 500 ettari rappresentano un’area ad elevato livello di biodiversità e un grande polmone verde di un angolo d’Italia dalla caratteristiche uniche e inimitabili nel grande puzzle dell’Italia da scoprire.