PEPERONE MADE IN CARMAGNOLA

PEPERONE MADE IN CARMAGNOLA

9 julio, 2021 Off By Gazzettino Italiano Patagónico

di Generoso D’Agnese

Tecniche di irrigazione più mirate e il trasporto metodico al mercato di Porta Palazzo”.

Aveva le idee chiare, Domenico Ferrero, commerciante torinese che nel 1925 decise di chiamare a raduno tutti gli ortolani dell’area di Carmagnola per tentare di ottimizzare la vendita del peperone, ortaggio che da anni aveva trovato terreno fertile nella zona. L’intuizione di Ferrero fu giusta e nel giro di pochi anni Carmagnola divenne la capitale italiana del peperone. Un successo straordinario per un ortaggio arrivato in Europa nel 1483 ma ancora poco utilizzato nella cucina dell’Ottocento. La razionalizzazione commerciale degli agricoltori di Carmagnola nel giro di pochi anni fece conoscere il peperone a tutta l’Italia entrando di prepotenza nelle ricette e sui tavoli della Penisola. Sul finire degli anni ’40 nacque anche la sagra del peperone di Carmagnola, appuntamento fisso che da 72 anni accende le luci dei riflettori sulla città piemontese, nella quale per tutelarne gli ecotipii, venne costituito nel 1998 il “Consorzio di tutela e valorizzazione del Peperone di Carmagnola”. Oggi l’ortaggio fa parte dei prodotti agroalimentari tradizionali del Piemonte e rappresenta un valore aggiunto per il turismo, con migliaia di persone che si riversano nelle strade di Carmagnola per conoscere, degustare e acquistare questo straordinario prodotto agricolo e coniugare il piacere del gusto con quello della vista, respirando la storia di un borgo che si presenta ai suoi visitatori con la sua rete urbanistica ricca di storia nella quale spicca ad esempio il Castello, che attualmente ospita il Palazzo Comunale. Edificato nel XIII secolo da Manfredo II, marchese di Saluzzo, dal 1700 al 1863 fu utilizzato come convento dai Padri Filippini.

Altrettanto fascino emana l’Abbazia cistercense di Santa Maria di Casanova, di cui resta oggi soltanto la chiesa, con facciata rifatta nel 1680. L’abbazia fu fondata intorno al 1150 e rappresenta uno dei primi esempi di costruzione gotica in Piemonte. Altrettanto suggestive sono la Chiesa Collegiata dei SS Pietro e Paolo, costruita dall’architetto Giorgino Costanza di Costigliole tra il 1492 e il 1514, la Chiesa della Chiesa della Confraternita di S. Rocco (Sec. XVI – XVII), di architettura tardo barocco – seicentesco, la Chiesa di San Filippo (Sec. XVII), edificata tra il 1715 e il 1739 (oggi adibita a manifestazioni culturali e la Chiesa di San Giovanni Decollato o della Misericordia.

Riconosciuto a livello europeo come prodotto IGP (Indicazione Geografica Protetta) il peperone di Carmagnola è stato adottato da Slow Food come uno dei Presidi della provincia di Torino nelle sue quattro tipologie: il Quadrato (quasi un cubo, con quattro punte), il Corno o Lungo (un cono molto allungato), il Trottola (a forma di cuore), il Tomaticot (ibrido tondeggiante schiacciato ai poli come un pomodoro).

Nella vasta area espositiva (oltre 15 mila mq) della fiera nazionale del Peperone è possibile visitare oltre 250 stand e nei dieci giorni di manifestazione il numero di visitatori superano abbondantemente i 200mila visitatori, che non disdegnano di integrare l’appuntamento del gusto con l’itinerario museale. Dopo aver scoperto le ricette tradizionali che propongono il peperone in bagna caöda, come contorno di arrosti e bolliti (in peperonata o in agrodolce), ripieno di carne macinata, erbe aromatiche e uova o conservato sott’olio o sott’aceto, i visitatori potranno andare alla scoperta dell’ Ecomuseo della Cultura della Lavorazione della Canapa che sotto l’ ultimo vero sentè (strette e lunghe tettoie, i camminamenti, i “sentieri” dove si lavoravano e producevano le corde in canapa sono) risalente al 1905 ancora esistente in borgo San Bernardo, conserva e tramanda la sapiente cultura della lavorazione della canapa e della fabbricazione delle corde. O della Galleria Civica d’Arte Contemporanea, ospitata nel Palazzo Lomellini (una delle più importanti dimore nobiliari che conserva una bellezza austera e signorile), del Museo Civico di Storia Naturale, Museo Civico Navale (inserito nella storia della cultura carmagnolese per l’antico legame con la lavorazione della corda), il Museo Tipografico “Rondani”, Casa Borioli (edificata nel XV secolo, conserva memorie , Casa Cavalli ( splendido esempio del pieno barocco), Casa Lionne (con il suo pregevole portale marmoreo in stile rinascimentale) e Casa Cavassa (Sec. XV) , in un percorso che trova il suo apice nella Casa delle Meridiane edificata nel 1499. Sulla sua facciata è presenta uno straordinario complesso di affreschi realizzati negli anni 1555-1557 concepito in funzione dei quadranti solari che vi sono inseriti. Infine non potrà mancare una sosta alla sinagoga, ultima testimonianza dell’antico ghetto: un agglomerato edilizio minuto, separato dalla trama delle piazze, delle chiese, delle strade e dei porticati della città. Il luogo di culto ha conservato pressoché intatti i caratteri originari settecenteschi, ed è riconosciuta, per la linearità delle forme, per la suggestiva sequenza degli spazi, per la garbata eleganza degli arredi, come l’esempio più prezioso e significativo in Piemonte.