La purezza del cadavere, del sangue e dell’alcol

La purezza del cadavere, del sangue e dell’alcol

8 junio, 2021 Off By Gazzettino Italiano Patagónico


-di Antonio Dentice d’Accadia

Periodici e brevi estratti dai classici indiani e cinesi. Aneddoti, riflessioni e qualche commento. Per la rubrica “India e Far East” proseguiamo col Tantraloka, la “Luce del Tantra”, ad opera del mistico Abhinavagupta (X sec.), secondo la traduzione di Raniero Gnoli.

“(…) io ti risponderei questo, che allora la purità non è altro che l’intuizione di quest’identità. Ora, per un vero yoghin, quest’intuizione sussiste nei riguardi d’ogni cosa e quindi la purezza è anche della terra, etc.”
-Capitolo IV, versi 222b-223a, 223b-225a, 225b-228a

“L’impurità attribuita dal Veda a un cadavere, agli umori prodotti dal corpo e ad altro è qui negata. Il giusto modo di pensare è dunque questo, che tutto ciò che è separato dalla coscienza è impuro, e tutto ciò invece che ha raggiunto uno stato di identità con lei è puro”.
-Capitolo IV, versi 240-243°

“Anche ammettendo, del resto, che esse siano una proprietà oggettiva della cosa, questa loro condizione sarebbe pur sempre dipendente dal soggetto, da esso causata. L’alcool, per il sacrificante nella Sautramani, è puro, per altro è impuro”
-Capitolo IV, 245b-246°

“Questo verso di cui stiamo parlando dichiara inoltre (implicitamente) come le regole generali possono essere invalidate da regole particolari o eccezionali anche all’interno d’una stessa scrittura, così come la proibizione e prescrizione di uccidere un brahmana”
-Capitolo IV, 246b-247a

Segui Antonio Dentice d’Accadia su FB

Foto di PDPhotos da Pixabay