Sul Tevere una pista ciclabile, polemica strumentale sull’asfalto

Sul Tevere una pista ciclabile, polemica strumentale sull’asfalto

5 mayo, 2021 Off By Gazzettino Italiano Patagónico


La pista ciclabile che corre lungo gli argini del Tevere è diventata l’ennesima occasione di polemica in cui si intrecciano legittime aspettative ma anche un esercizio della politica che a corto di argomenti dibatte su tutto. Punto d’attrito è una lingua d’asfalto nera che va da Ponte Umberto I a Ponte Vittorio Emanuele II, giudicata come uno scempio urbanistico da parte dell’Ugl di Roma che ha inveito contro la sindaca Virginia Raggi. “Uno scempio” che secondo il segretario del sindacato romano, Ermenegildo Rossi non avrebbe portato nessun vantaggio ai ciclisti che “già utilizzano regolarmente quel tratto senza riscontrare particolari problemi”. Una valutazione che tuttavia, non sembra trovare conferma proprio da chi quella pista ciclabile la utilizza come accade ai bikers europei che percorrono il lungofiume della Senna o del Nyhavn a Copenhagen. “I sanpietrini, spesso anche sconnessi, sono il peggior pericolo per un ciclista – commenta il presidente di Fiab Roma, Roberto Cavallini – Una pista ciclabile deve essere funzionale per la sicurezza e la striscia d’asfalto realizzata sul lungotevere risolve un problema che c’era. Credo che la polemica rischi di essere solamente strumentale. Poi se ragioniamo sulla questione colpo d’occhio della striscia nera a quanto ne so io una commissione della Sovrintendenza capitolina sta valutando il colore meno impattante che deve essere dato alla pista e con trattamenti dal punto di vista di sostenibilità ecologica considerate le esondazioni del Tevere”. Roberto, un abituè della passeggiata mattutina sul lungotevere non ha dubbi nel credere che i lavori abbiano rivalutato quel tratto di fiume che è stato sottratto proprio con la presenza dei ciclisti al degrado degli anni passati.  “Stiamo parlando di una prima parte di lavori di rifacimento della banchina del Tevere – spiega l’assessore capitolino Antonio de Santis – Nel frattempo i lavori stanno proseguendo ed è stato scelto il colore più indicato per la pista: un grigio chiaro funzionale al contesto urbano nel quale la pista è inserita. Mi dispiace che si sia strumentalizzato politicamente una mobilità che invece va nella direzione assoluta della sostenibilità. Spacciare foto di cantieri in corso per lavori definitivi significa non amare la propria città. Ma ci gratifica il consenso di chi va in bici e ama gli sport all’aria aperta”. Conclude De Santis. Un’osservazione che fa riflettere sulla polemica del sanpietrino scaturisce anche dalla conversazione con il responsabile nazionale del cicloturismo di Msp Italia, Rocco Filodoro: “L’uso sempre più frequente e trasversale delle biciclette a pedalata assistita, dal punto di vista della sicurezza, richiedono un asfalto omogeneo e persino sufficientemente poroso visto che stiamo parlando di una ciclabile che costeggia un fiume e il manto stradale potrebbe risultare scivoloso”. A Copenhagen il colorore della ciclabile è color “salmone”.
Giancarlo Maroni