Paleo – biomeccanica: fuga a “gambe levate” di fronte al T. Rex

Paleo – biomeccanica: fuga a “gambe levate” di fronte al T. Rex

24 abril, 2021 Off By Gazzettino Italiano Patagónico


Guardando il film Jurassic Park, sembrerebbe impossibile sfuggire alle fauci del T. Rex, il gigantesco dinosauro carnivoro del periodo Cretaceo. In realtà, per salvarsi sarebbe stato forse sufficiente… allontanarsi a passo svelto! Lavorando con un modello tridimensionale al computer dello scheletro di “Trix”, una femmina di Tyrannosaurus Rex conservata al museo olandese Naturalis Biodiversity Center, il ricercatore Pasha van Bijlert, laureato in paleo-biomeccanica, ha studiato muscoli e legamenti del bestione. Il risultato è che la velocità del dinosauro era di circa 4,6 km/h, più o meno quella della normale camminata di un uomo. In un articolo pubblicato sulla rivista Royal Society Open Science, Van Bijlert sostiene che l’enorme coda del T. Rex, che costituisce più della metà della sua lunghezza e pesava circa 1.000 kg, giocasse un ruolo importante nella sua locomozione. «La coda ondeggiava su e giù a ogni passo, come il collo di una giraffa » ha detto Van Bijlert. Sudiando al computer la meccanica del movimento della coda, gli studiosi hanno calcolato il ritmo del passo del T. Rex e stimato la sua velocità di camminata. Capire come si muoveva un predatore superiore come il T. Rex può aiutare i paleontologi a capire meglio il comportamento dei dinosauri e gli ecosistemi antichi. Ciò che ha maggiormente sorpreso nella ricerca di van Bijlert è che la velocità stimata di camminata del T. Rex è simile a quella di una vasta gamma di animali che vivono anche oggi: «Umani, struzzi, cavalli, elefanti, giraffe, gnu e gazzelle hanno tutti una distribuzione notevolmente vicina nelle velocità preferite (circa 3,5 – 5 km/h). Quindi questo include sia animali a due, sia a quattro zampe, e anche animali relativamente piccoli e grandi» conclude van Bijlert. Quindi un uomo potrebbe salvarsi da un attacco di Tyrannosaurus Rex fuggendo di corsa? Non c’è la possibilità della prova, dato che il T. Rex si è estinto più di 60 milioni di anni prima che l’uomo apparisse sulla Terra.
Paola Bartoli