Una balena grigia estinta in Atlantico appare nel golfo di Napoli

Una balena grigia estinta in Atlantico appare nel golfo di Napoli

21 abril, 2021 Off By Gazzettino Italiano Patagónico


Se ne sta parlando tanto perché è veramente un caso particolare e raro: l’avvistamento della balena grigia tra Ponza e il golfo di Napoli, il primo avvistamento in acque italiane, è una grande sorpresa per gli studiosi. Questa specie, infatti, è considerata estinta nell’Atlantico. Gli unici due avvistamenti di balena grigia noti nell’ultimo decennio si sono verificati uno in Mediterraneo, nel maggio del 2010 di fronte alle coste di Israele prima e di Barcellona poi, e uno di fronte alla Namibia nel 2013. Entrambi sono stati attribuiti ad animali provenienti dal Pacifico attraverso un passaggio libero dai ghiacci nell’Artico, perché la specie non è più presente in Atlantico. Per la giovane balena grigia avvistata in questi giorni, invece, la storia potrebbe essere diversa e molto più rilevante per la conservazione della specie. Se fosse confermata la tesi che si tratta di un esemplare nato in Atlantico, la sua presenza potrebbe forse essere il segnale di un ritorno della specie nell’oceano da cui era scomparsa.
Gli indizi sulla sua provenienza
La balena grigia (Eschrichtius robustus) si trova oggi solo nel Pacifico settentrionale, in particolare nella laguna della Bassa California, in Messico. Nell’Atlantico, invece, fu completamente sterminata dalla caccia alle balene, tanto da scomparire fin dal Settecento. La balena grigia di questi giorni, avvistata prima a Ponza, poi a Sorrento e infine nel porto di Baia, secondo Sabina Airoldi, dell’Istituto Tethys per la studio e la tutela dei cetacei, «Mediante la tecnica della fotoidentificazione si può affermare che si tratta di un individuo diverso sia da quello di 10 anni fa, sia da quello della Namibia». Si tratta di un individuo più piccolo, lungo 7-8 metri, secondo le stime effettuate in mare dai biologi e dal personale della Guardia Costiera. «Questo significa che si tratta di un giovane di circa 6-7 mesi, quindi nella migliore delle ipotesi appena svezzato» spiega Maddalena Jahoda, dell’Istituto Tethys. «Nel Pacifico i piccoli nascono in inverno e stanno migrando adesso, in primavera, verso l’Alaska, dove trascorreranno l’estate a mangiare. Un piccolo di quest’inverno non avrebbe avuto il tempo di arrivare fino a noi attraversando il polo. Da qui l’ipotesi ancora da verificare che possa essere nato in Atlantico». Se, invece, fosse più grande, dai 9 metri in su, potrebbe avere almeno un anno e  provenire effettivamente dal Pacifico.
La rotta polare
Una pubblicazione scientifica di Aviad Scheinin, dell’IMMRAC (Israel Marine Mammal Research and Assistance Center), che aveva studiato il caso israeliano, aveva ipotizzato il percorso attraverso le acque artiche per spiegare la comparsa delle due balene degli anni precedenti. Le acque polari, ormai sempre più libere dai ghiacci a causa dei cambiamenti climatici, potrebbero permettere agli animali il passaggio dal Pacifico all’Atlantico. Ora la comparsa della piccola balena grigia nel Mediterraneo potrebbe essere il segnale che le sue cospecifiche stanno ricolonizzando l’Atlantico, da cui sono state sterminate.
Le preoccupazione per la sua sopravvivenza
Per impedire che la balena grigia si avvicini troppo alla riva e agli impianti di mitilicultura, è stata “scortata” nel porto di Baia, vicino a Pozzuoli, da due motovedette della Guardia Costiera sotto il coordinamento della Direzione Marittima di Napoli, con i biologi della Stazione Anton Dohrn, un veterinario dell’ASL 2 di Napoli e il supporto a distanza del CERT dell’Università di Padova e delle Aree Marine Protette del Golfo. Purtroppo l’animale desta qualche preoccupazione e non solo perché è molto giovane. «A tratti si avvicina molto alla costa, il che di per sé non sarebbe un problema, perché le balene grigie sono animali costieri. Però è vero anche che spesso i cetacei in difficoltà hanno la tendenza a cercare i fondali bassi» spiega Maddalena Jahoda. «Quello che ci chiediamo è se una balena grigia, giovane e inesperta, che sembrerebbe piuttosto magra, in Mediterraneo possa trovare il cibo adatto di cui in questa stagione ha estremo bisogno». Le balene grigie hanno, infatti, un’altra particolarità: non filtrano il plancton dall’acqua, come le balenottere comuni del Mediterraneo, ma setacciano piccoli crostacei e altri animali dal fango sul fondale.
Mario Gigante