Dire: “non dualistico” è (spesso) dualistico, un gioco scivoloso

Dire: “non dualistico” è (spesso) dualistico, un gioco scivoloso

13 abril, 2021 Off By Gazzettino Italiano Patagónico


-di Antonio Dentice d’Accadia

Periodici e brevi estratti dai classici indiani e cinesi. Aneddoti, riflessioni e qualche commento. Per la rubrica “India e Far East” proseguiamo col Tantraloka, la “Luce del Tantra”, ad opera del mistico Abhinavagupta (X sec.), secondo la traduzione di Raniero Gnoli.

Le espressioni, “questo è dualità”, “questo non è dualità” si escludono l’un l’altra, e, in quanto tali, essendo dico, determinate dalla differenziazione mayica, non possono applicarsi a ciò che è increato e trascende ogni limitazione.
-Capitolo 4, verso 254

Al di là di Maya (come principio), v’è Maya come Dea, colei che confonde ed offusca le creature.

Essa è una potenza del Dio degli Dei (…).

Essa, amica e avversaria, trae in inganno le menti dei loici, che disputano quaggiù “questo è così” “questo non è così”; e, facendo abbandonare il retto cammino agli sprovveduti (…) li porta per mali sentieri.

Coloro che seguono cattive argomentazioni (…) e cercano sostegno in freddi ragionamenti, tutti costoro Maya trae in inganno, speranzosi di raggiungere la liberazione dov’essa non è.

Essa Maya, una volta recisa dalla spada dell’iniziazione di Shiva e dalla spada della conoscenza di Shiva non ammette tuttavia più radice. Per reciderla non v’è altro mezzo che questo.
-Capitolo 8, versi 332b-337a

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