Per ricostruire Notre Dame la Francia cerca 1.500 querce secolari

Per ricostruire Notre Dame la Francia cerca 1.500 querce secolari

1 marzo, 2021 Off By Gazzettino Italiano Patagónico
Condividere buone notizie è amore
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  


Dopo il devastante incendio che, il 15 aprile 2019, ha distrutto la guglia e buona parte del tetto della cattedrale di Notre Dame, le autorità francesi sono alla ricerca di almeno 1.500 querce antiche, tra i 150 ed i 200 anni (l’equivalente di oltre 2 mila metri quadri di foresta), da utilizzare per ricostruire appunto le parti bruciate della grande chiesa gotica, fondata 850 anni fa e simbolo del Paese, che il presidente Emmanuel Macron si era impegnato a rifare entro il 2024. Già dopo poche settimane dall’incendio nel paese d’oltralpe si era accesso un inteso dibattito su come ricostruire le parti bruciate. Sino alle decisioni finali delle autorità, che hanno escluso l’impiego di tecniche e materiali moderni (per esempio, travi in legno lamellare), optando per una ricostruzione conservativa identica all’originale, motivo per cui ora la prossima sfida è quella di riuscire a trovare un numero sufficiente di alberi secolari che abbiano un diametro di 50-90 cm e un’altezza tra 8 e 14 metri. Il tetto antico della cattedrale conteneva, infatti, così tante travi di legno che era chiamato la foret, ovvero la foresta. Oggi non sarà facile trovare gli alberi adatti, che comunque andranno selezionati con cura e abbattuti entro la fine di marzo, prima che la linfa si alzi, altrimenti il legno sarà troppo umido e poi comunque lasciati stagionare per almeno altri 18 mesi. Ovviamente questo taglio di alberi antichi ha provocato parecchie perplessità da parte degli ambientalisti francesi, peraltro subito abbastanza tacitati dall’orgoglio nazionale per un progetto che è molto sentito in Francia. Non a caso anche alcuni proprietari di foreste private si sono offerti di donare alberi per questo programma di ricostruzione.Per cercare di consolare la parte più sensibile ai temi ambientali dei suoi compatrioti, la responsabile dell’Ufficio nazionale delle foreste (Onf), Dominique de Villebonne, ha assicurato che «oltre a lasciare a lungo in piedi altri alberi, ne stiamo anche piantando di nuovi in modo che le generazioni future possano creare le proprie opere eccezionali».
Meno male!
Armando Gariboldi


Condividere buone notizie è amore
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •