Nessun Dio viene evocato

Nessun Dio viene evocato

25 febrero, 2021 Off By Gazzettino Italiano Patagónico

-di Antonio Dentice d’Accadia

Periodici e brevi estratti dai classici indiani e cinesi. Aneddoti, riflessioni e qualche commento. Per la rubrica “India e Far East” proseguiamo col Tantraloka, la “Luce del Tantra”, ad opera del mistico Abhinavagupta (X sec.), secondo la traduzione di Raniero Gnoli.

“Il Dio dev’essere prima evocato, poi stanziato nella superficie sacrificale, adorato e lodato, dopo di che, lieti, dobbiamo congedarlo”.

“Il Dio che è onnipresente, illimitato, Shiva, come può essere (…) evocato e congedato?”

“Il Signore rispose: Ciò che è evocato (…) è una impressione latente, ciò che è congedato è un’impressione latente. In realtà non vi sono, del Dio, né evocazione né congedo”.

“I riti di evocazione (…) son stati esposti per compiacere ed esaudire le creature non ancora svegliate, pensando che, altrimenti, non potrebbero procedere (sulla strada della salvezza)”.

“Di mano in mano poi (…) la luce della lampada della conoscenza ha (…) dissipato tutta (…) l’ignoranza”.

“Donde mai vien qui condotto il Dio? e dove mai vien portato via?”

“Egli, in realtà, è presente in ogni dove (…)”.

-Capitolo 23, versi 45-51a

Segui Antonio Dentice d’Accadia su FB

Photo by Conscious Design on Unsplash