La battaglia dei coltivatori indiani contro le nuove leggi varate dal governo

La battaglia dei coltivatori indiani contro le nuove leggi varate dal governo

22 febrero, 2021 Off By Gazzettino Italiano Patagónico
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Da settimane l’India è assediata da proteste di piccoli agricoltori per l’approvazione di tre leggi controverse che sembrano destinate a cambiare il modo in cui gli agricoltori indiani fanno affari. La soluzione non appare facile ed ha generato una situazione di stallo tra categorie, sindacati e governo. Da novembre scorso, decine di migliaia di agricoltori protestavano chiedendo l’abrogazione delle leggi e si sono accampati per giorni sulle autostrade alla periferia di Delhi. Il parlamento ha approvato a settembre i tre progetti di legge, poi convertiti in legge dal presidente. I partiti di opposizione hanno accusato il governo di disprezzare la procedura parlamentare approvando frettolosamente i progetti di legge e non ascoltando la loro richiesta di inviare i progetti di legge a una commissione parlamentare per ulteriori deliberazioni. Ma al di là delle polemiche politiche, i progetti di legge hanno anche diviso le opinioni – mentre il primo ministro Narendra Modi ha definito le riforme un “momento di svolta” per l’agricoltura indiana, i partiti di opposizione le hanno definite “anti-agricoltore” e le hanno paragonate a una “condanna a morte”. Gruppi di agricoltori arrabbiati e preoccupati li considerano ingiusti e sfruttatori. Gli economisti pro-riforma hanno ampiamente accolto con favore la mossa, dicendo che le nuove leggi contribuiranno a migliorare i redditi agricoli, ad attrarre investimenti e tecnologia e ad aumentare la produttività. Quasi una dozzina di cicli di colloqui tra i 30 sindacati di agricoltori e il governo non hanno prodotto risultati.
Filippo Ravizza


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