Eucarestie di dopamina e twister in compagnia

Eucarestie di dopamina e twister in compagnia

4 febrero, 2021 Off By Gazzettino Italiano Patagónico


-di Antonio Dentice d’Accadia

Periodici e brevi estratti dai classici indiani, cinesi e asiatici. Tra aneddoti, riflessioni e qualche commento.
Per la rubrica “India e Far East” proseguiamo col Tantraloka, la “Luce del Tantra”, ad opera del mistico Abhinavagupta (X sec.), secondo la traduzione di Raniero Gnoli.

“In una ruota giova adorare tutti i corpi dei presenti, che, penetrati in un’unica pienissima coscienza sono, in realtà, come il nostro stesso corpo” (*).
-Capitolo 28, versi 380b-381a

“La coscienza che (…) entra, a causa della differenza dei corpi, in uno stato di contrazione, ritorna, in un’adunanza, in uno stato di espansione, in quanto che tutti i componenti si riflettono allora l’un l’altro”.

“L’insieme dei nostri propri raggi, si riflette, traboccando, nelle coscienze dei presenti, come in tanti specchi, e, senza sforzo alcuno, tutto fervente, si universalizza (scirvdyeta)”.

“Questa appunto è la ragione per cui in un convegno di molte persone che assistano a danze, canti, etc., (vero) godimento si ha quando essi sono concentrati ed immedesimati (collo spettacolo) tutti insieme e non ad uno ad uno”.

“La coscienza, la quale è ricolma di beatitudine anche considerata individualmente, raggiunge in questi spettacoli uno stato d’unità e di conseguenza di piena e perfetta beatitudine”.

“La mancanza di cause di contrazione, quali la gelosia, l’invidia, etc., fa sì che la coscienza sia in tali momenti pienamente espansa, senza ostacoli, piena di beatitudine”.

“Ove tuttavia uno dei presenti non sia tutto concentrato ed immedesimato, la coscienza resta offesa, come al tocco d’una superficie piena di avvallamenti e prominenze — in quanto che costui sta lì come un elemento eterogeneo. Questa la ragione per cui nei riti d’adorazione della ruota, etc., bisogna stare attenti a non fare entrare alcuno che sia in una disposizione di coscienza (…) non concentrata ed immedesimata, e perciò, appunto, fonte di contrazione”.
-capitolo 28

Non fatelo da casa, indossate la mascherina e ricordate le disposizioni dell’Organismo Mondiale della Sanità in tema di orge estatiche.

(*) Nota: La parola « corpi », secondo J, è stata qui usata da Abhinavagupta per mostrare che fra corpo e coscienza non v’ò in realtà differenza alcuna.

Photo by  Dainis Graveris on Unsplash