FRANCIACORTA Un vino,una terra.

FRANCIACORTA Un vino,una terra.

23 enero, 2021 Off By Gazzettino Italiano Patagónico
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Cari amici lettori,
Sapete come si produce un Franciacorta DOCG il bollicine?
La parola franciacorta identifica il territorio, il vino e il metodo di produzione che
risponde a rigide e scrupolose norme con assoluta qualità di questo vino.La
produzione di una bottiglia di Franciacorta DOCG, avviene tramite la rifermentazione
in bottiglia; di fatto si tratta del metodo comunemente detto: “metodo classico”


“metodo tradizionale” o come noto per i francesi “metodo Champenoise”. Tanti modi
diversi per indicare lo stesso procedimento che permette di ottenere un vino
spumante con la rifermentazione in bottiglia.Tramite la rifermentazione avvenuta in
bottiglia, il vino acquisisce la tradizionale pressione (si presenterà sotto forma di
bollicine), garantita dall’anidride carbonica prodotta dalla seconda fermentazione che
rimane intrappolata nel liquido presente nella bottiglia. Ci sono vari passaggi dalla
vendemmia alla degustazione di un calice di Franciacorta DOCG.Si parte dalla
produzione del vino base, per la cui preparazione è necessaria una particolare cura; si
adopera, infatti, una vendemmia anticipata delle uve, cosicché queste, oltre a
possedere un’acidità maggiore manterranno inalterati molti degli aromi varietali propri
del vitigno. Queste uve saranno in seguito adagiate in cassette basse e non
eccessivamente ricolme e trasportate velocemente in cantina, dove il mosto fiore,
ottenuto da una pressatura soffice ad opera di presse a membrana intera, verrà in
seguito posto in serbatoi in acciaio inox, dove alla temperatura di circa 4 °C, dopo
l’aggiunta di opportuni enzimi, decanterà per un tempo che può variare dalle 16 alle
24 ore.Durante quest’iniziale fase le particelle solide contenute nel mosto
precipiteranno sul fondo del serbatoio, affinché il vino possa beneficiare di tutti gli
aromi primari; terminata tale fase, il vino verrà nuovamente travasato e portato ad
una temperatura minima di 16 °C; ad esso verranno aggiunti dei lieviti selezionati per
innescare la fermentazione alcolica dell’intera massa, che terminerà dopo un periodo
di circa 10-15 giorni, quando saranno terminati gli zuccheri ed essa avrà un titolo
alcolometrico da 9% a 12%. Segue una fase di affinamento e stabilizzazione in vasca.
Il vino così ottenuto risulterà pronto per la successiva rifermentazione secondo il
metodo classico.Al termine di questa fase, seguirà l’assemblaggio dei vini a
disposizione (vini di diversi vigneti e di diverse annate) di cui la cantina dispone
(cuvée). Se la cuvée è composta di uve almeno per l’85% della stessa annata, allora
lo spumante merita la denominazione di “millesimato” e può essere riportata l’annata
in etichetta, ovvero sta ad indicare l’anno in cui è stata vendemmiata l’uva utilizzata
per produrre la bottiglia che andremo a degustare. Ciò non toglie che le aziende
vinificano per la gran parte uve conferite da piccoli produttori e/o proprietari:
pertanto, il concetto di cuveé è “automatico”. All’estremo opposto si può trovare un
metodo classico con un vino base monovitigno, prodotto con uve di una sola piccola
parcella, interamente di proprietà dell’azienda, di una sola annata; l’eccezionalità di
questi prodotti è motivo di promozione pubblicitaria per l’azienda e debitamente
segnalata sulla contro-etichetta.L’assemblaggio dei vini che andranno a comporre il
prodotto di quell’anno viene generalmente realizzata in primavera o a fine inverno,
cosi la rifermentazione potrà partire appena le temperature saranno più miti.Il turismo
del vino è pensato per chi desidera esplorare la Provincia di Brescia.Venite e scoprite i
segreti che si celano dietro questo vino e divertitevi ad abbinarlo ai piatti del
territorio.Vi aspettiamo!
Sandra Bandeira Nolli.


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