Il consulente del Ministro della salute Ricciardi ammette: “Qualcosa di meglio si poteva fare” ma ora è emergenza

Il consulente del Ministro della salute Ricciardi ammette: “Qualcosa di meglio si poteva fare” ma ora è emergenza

13 noviembre, 2020 Off By Gazzettino Italiano Patagónico


“Qualcosa di meglio si poteva fare ma dobbiamo riabbracciare uno spirito nazionale, mettere da parte la rabbia che un po’ tutti noi abbiamo”. A dirlo è lo stesso consulente del Ministro della Salute, Walter Ricciardi che da giorni sta avvertendo ad un picco incontrollabile anche con l’arrivo delle influenze stagionali. Nonostante le campagne di vaccinazione, molte regioni non dispongono i quantitativi per la copertura dei cittadini più fragili. “Ora è peggio della prima ondata – avverte – perché ci avviciniamo al freddo, all’influenza, a una situazione che non sarà facile recuperare in termini di risposta sanitaria, quindi veramente uniamoci e cerchiamo di combatterla insieme. la situazione negli ospedali – continua Ricciardi – è veramente in peggioramento. Ci sono scene in alcuni ospedali che non avremmo mai voluto vedere, ospedali costretti a negare assistenza a pazienti che hanno problemi importanti, cardiovascolari o oncologici, e contemporaneamente non riescono ad assistere bene neanche i pazienti Covid, perché sono tanti e poi sono infettivi per cui devo essere gestiti con grande attenzione”.  L’esperto mette in guardia anche sulla situazione di Napoli: “Da due settimane dico che l’area metropolitana di Napoli va chiusa, il problema è che i dati su cui si basa questa valutazione vengono forniti dalle regioni”. “A Napoli in certi ospedali si è oltre la soglia di saturazione – spiega – per quanto riguarda il ricovero dei pazienti Covid in reparti di terapia subintensiva. Nell’arco delle prossime due settimane si satureranno anche le terapie intensive, per non parlare dei pronto soccorsi che sono già al collasso. Mi raccontano i colleghi di scene incredibili: c’è gente che sta in macchina per ore e viene fornito ossigeno nelle macchine perché non c’è la possibilità di accoglierli”.
Paolo Gattafoni