Pomodori che aiutano la ricerca sul cancro

Pomodori che aiutano la ricerca sul cancro

30 octubre, 2020 Off By Gazzettino Italiano Patagónico
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Si è svolta nell’ultimo week end di ottobre la manifestazione “Il Pomodoro. Buono per te, buono per la ricerca” che ha raccolto quest’anno 300.000 euro destinati alla ricerca scientifica contro i tumori pediatrici. L’evento, giunto alla sua terza edizione è organizzato dalla Fondazione Umberto Veronesi con il contributo e il sostegno dell’Associazione Nazionale Conserve Alimentari Vegetali (ANICAV) e del Consorzio nazionale Riciclo e Recupero Imballaggi in Acciaio (RICREA).
Volontari in tutta Italia
Fondamentale la collaborazione di ben 1.200 volontari che hanno gestito numerosi punti di distribuzione in tutta la penisola. Il loro compito è stato quello di distribuire confezioni con 3 lattine in acciaio contenenti ciascuna pomodori sotto diversa forma: pelati, polpa e pomodorini. Le confezioni erano vendute a 10 euro ciascuna e grazie alla generosità dei donatori la Fondazione  continuerà a finanziare cure sulla leucemia e, in particolare, un protocollo per la leucemia linfoblastica acuta (LLA) che rappresenta il 75% dei casi di leucemia infantile e in Italia colpisce ogni anno 350-400 bambini, in particolare tra i 2 e i 5 anni di età.
Il Consorzio che sostiene la ricerca scientifica
«Anche quest’anno gli imballaggi in acciaio che custodiscono il pomodoro si sono confermati buoni non solo per l’ambiente, – afferma Domenico Rinaldini, Presidente di RICREA – perché una volta utilizzati sono facili da differenziare e si riciclano al 100% all’infinito, ma anche per sostenere l’impegno di Fondazione Umberto Veronesi».
Cure immediate e terapie all’avanguardia
«Grazie ai fondi raccolti – spiega Monica Ramaioli, Direttore Generale di Fondazione Umberto Veronesi –potremo continuare ad aiutare gli oltre 2.000 bambini che ogni anno si ammalano di tumore e mai come in questo momento di emergenza sanitaria vi è la forte necessità di trovare cure sempre più efficaci e immediate per i malati di oggi e di domani».
 Marta Flores


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