Balzanelli: “Nei contatti ravvicinati ci stiamo dimenticando la protezione degli occhi”

Balzanelli: “Nei contatti ravvicinati ci stiamo dimenticando la protezione degli occhi”

30 octubre, 2020 Off By Gazzettino Italiano Patagónico
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Nella polemica che da giorni sta animando la politica ma anche i cittadini, sui focolai che accelerano la diffusione del virus, si inserisce  il presidente del Sis 118, Mario Balzanelli. “In questa seconda fase mentre abbiamo  stigmatizzato l’utilizzo obbligatorio delle mascherine nella consapevolezza della trasmissione del virus attraverso le vie aeree di naso e bocca – sostiene Balzanelli – abbiamo completamente dimenticato gli occhi ben sapendo che il virus SARS-CoV2 si lega ai recettori ACE ampiamente presenti a livello della cornea e delle congiuntive dell’occhio, e che all’interno delle lacrime defluisce, per il tramite dei canali lacrimali, nel naso e nella gola scendendo quindi più giù, nelle vie aeree e, in un momento successivo, ulteriormente in profondità, sino ad arrivare nei polmoni, come addirittura documentato, peraltro in estremo dettaglio, da oltre 50 studi scientifici condotti a livello internazionale”. I trasporti, quelli particolarmente affollati dai pendolari concentrati nelle stesse fasce orarie in bus di linea e meteo, sono stati confermati come uno dei luoghi dove il virus si è potuto diffondere a dispetto del distanziamento sociale che ha fatto chiudere migliaia di attività dove invece il distanziamento veniva osservato insieme ad altre misure di protezione.  “Occhiali e visiera  protettiva – sostiene il presidente del Sis 118 – permettono, quando indossati insieme alle mascherine, di stare a distanza ravvicinatissima, anche a meno di mezzo metro, anche in situazioni di contatto prolungata, anche di ore di seguito, come accade nel contatto delle nostre equipe sanitarie rispetto ai pazienti COVID-19 positivi. Si tratta dell’esperienza quotidiana sul campo di noi tutti operatori del Sistema di Emergenza Territoriale 118 documenta che deve far parte dei dati da raccogliere per un piano di emergenza nazionale”. 
Maria Fattorusso


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