Disastro ecologico alle isole Mauritius

Disastro ecologico alle isole Mauritius

22 agosto, 2020 Off By Gazzettino Italiano Patagónico
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Alla fine del mese scorso una nave-cisterna giapponese si è scontrata contro una barriera corallina al largo della costa di Mauritius, riversando tonnellate di carburante nelle acqua cristalline dell’isola dell’Oceano Indiano. Dal giorni in cui la MV Wakashio sulla barriera di Pointe d’Ensy, si è cercato di allontanare il carburante per proteggere l’incalcolabile valore dell’ecosistema, ricchissimo di specie rare. Un team di esperti giapponesi raggiungerà l’isola per aiutare nel processo di “pulizia” delle acqua, famosissime in tutto mondo. Il Blue Bay Marine Park, il sito per lo snorkeling più famoso del Paese, dista solo un chilometro. «Migliaia di specie intorno alle lagune incontaminate di Blue Bay, Pointe d’Esny e Mahebourg, sono a rischio di inquinamento, con conseguenze disastrose per l’economia, la sicurezza alimentare e la salute di Mauritius», ha spiegato l’impiegato di Greenpeace Africa Climate, Happy Khambule.
Il disastro incalcolabile di Mauritius
In alcune immagini satellitari che hanno fatto i giro del mondo, si possono osservare dei rimorchiatori che tentano di rimuovere i pezzi della nave, mentra i volontari cercano disperatamente di ripulire l’oceano. Secondo alcuni esperti, ci vorranno circa anni prima che le acque siano completamente ripulite. I danni, tra l’altro, hanno completamente mandato in palla l’ecosistema legato alla barriera corallina, con le mangrovie circostanti che ora galleggiano nelle acque nere. La MV Wakashiko conteneva ben 4000 tonnellate di carburante, 1000 sono finite in mare in seguito all’impatto. Secondo un portavoce del ministero dell’Ambiente di Tokyo, il team giapponese che raggiungerà l’isola cercherà di capire i danni alla barriera corallina e forniranno del materiale speciali per assorbire il carburante. «La perdita di carburante ha causato danni gravi al popolo di Mauritius e la sua economia, che è principalmente basata sul turismo e il suo bellissimo oceano», ha detto Noriaki Sakaguchi del centro di di Coordinazione internazionale del Giappone alla BBC. Le autorità e gli esperti, intanto, stanno ancora cercando di capire la causa della collusione, mentre gli abitanti dell’isola sono disperati per il futuro delle loro coste.
Marta Colombo


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