Rinviata Napoli-Inter di Coppa Italia

Rinviata Napoli-Inter di Coppa Italia

4 marzo, 2020 Off By Gazzettino Italiano Patagónico

  • Il calcio si ferma, ancora una volta, per Coronavirus
  • Dopo Juventus-Milan, salta anche Napoli-Inter
  • Le semifinali di ritorno di Coppa Italia rinviate a data da destinarsi

La notizia era iniziata a circolare nel tardo pomeriggio di martedì, quando si stava discutendo a Torino del rinvio della prima semifinale di  Coppa Italia (la gara di ritorno)  Juventus-Milan. Dopo al decisione arrivata dal capoluogo piemontese, ecco che inevitabilmente la stessa scelta è stata fatta per quel che concerne il match  Napoli-Inter previsto inizialmente per giovedì 5 marzo allo Stadio San Paolo. Manca solo l’ufficialità, ma la partita di ritorno – come indicato da fonti vicine a Palazzo Chigi – in programma è stato rinviato a data da destinarsi. L’emergenza  Coronavirus, dunque, ferma ancora una volta il calcio. Non è stato deciso di far disputare i due incontri di ritorno delle semifinali di Coppa Italia a porte chiuse, preferendo il rinvio totale che, a questo punto, vedrà la possibilità di concludersi solamente nel mese di maggio, visto il  calendario affollatissimo di eventi delle squadre impegnate anche nelle coppe internazionali.
Anche Napoli-Inter di Coppa Italia è stata rinviata
L’amministratore delegato dell’Inter,  Beppe Marotta, ha dichiarato che il club nerazzurro si rimetterà e accetterà qualsiasi decisione presa in questa direzione. Negli incontri di martedì, anche il presidente azzurro  Aurelio De Laurentiis, aveva dato il via libera a questa decisione di rinvio per contenere l’emergenza  Coronavirus. Ora tutto questo potrebbe avere dei riverberi anche sulle prossime giornate di campionato.
Il calendario di Serie A
Oggi, a Milano, si riunisce la Lega di A e dovrà decidere la  calendarizzazione dei prossimi turni di campionato e dei recuperi della gare non disputate nelle ultime due giornate. L’ipotesi iniziale era quella di far disputare i match saltati nel weekend scorso lunedì 9 marzo (giorno del termine del primo decreto sull’emergenza) a porte aperte. Ma il governo potrebbe chiedere di evitare assembramenti – come indicato dal vademecum del comitato scientifico – chiedendo di disputare le partite senza pubblico per almeno 30 giorni. Ma la decisione spetterà alla Lega di A: o le porte chiuse, o la sospensione dei campionati.
Michele Bonfiglio