Otto poliziotti denunciati per la diffusione di foto indicente Kobe Bryant

Otto poliziotti denunciati per la diffusione di foto indicente Kobe Bryant

4 marzo, 2020 Off By Gazzettino Italiano Patagónico

  • Otto poliziotti hanno scattato foto sul luogo dell’incidente per poi condividerle
  • Nessuno di loro era autorizzato a farlo
  • Rischiano tutti un’inchiesta disciplinare per la grave violazione della privacy

Come spesso succede da quando si sono diffusi gli  smartphone, l’istinto di alcune persone durante le  tragedie le spinge a  scattare fotografie e a condividerle con le altre persone. Questo è accaduto sul luogo dell’incidente che ha stroncato la vita di Kobe Bryant, della figlia di 13 anni e di tutte le altre persone sull’elicottero. Ad avere l’autorizzazione per scattare le foto erano solamente gli addetti ai lavori ma questo non ha fermato  otto poliziotti dal catturare  macabre immagini con i propri telefonini  diffondendole poi tramite chat. Per gli otto agenti è scattata la  denuncia. Sono otto gli agenti denunciati che rischiano un’inchiesta disciplinare per la condivisione di foto scattate senza autorizzazione sul luogo dell’incidente di Kobe Bryant. A parlare del caso è lo sceriffo della contea di Los Angeles, Villanueva, che si è definito «devastato e con il cuore infranto» per la gravissima violazione di privacy delle vittime perpetrata dai suoi agenti. Ha riferito che tutti gli agenti coinvolti hanno ammesso la responsabilità per il fatto provvedendo poi a cancellare tutte le immagini presenti sul loro smartphone su suo ordine. Di questa grave azione stanno ovviamente soffrendo tutti i familiari delle vittime del terribile incidente.
Pur non essendo autorizzati i poliziotti hanno scattato le foto
La richiesta della punizione da parte degli avvocati delle famiglie delle vittime per gli otto poliziotti è, comprensibilmente, esemplare. L’indagine interna potrebbe condurre a misure disciplinari anche pesanti, come ha riferito Villanueva. Lo sceriffo ha anche aggiunto al momento dell’incidente solamente lo staff dell’ufficio medico legale e gli investigatori del National Transportation Safety Board erano autorizzati a scattare le foto di quanto accaduto. I suoi collaboratori hanno quindi scattato le foto senza avere il permesso e le hanno condivise sia con alcuni colleghi che con persone esterne al dipartimento. L’irregolarità sarebbe stata scoperta grazie a un barista che, nel suo locale, ha visto un tirocinante del vicesceriffo mostrare a una donna le macabre immagini dei resti. Dopo aver assistito alla scena l’uomo ha presentato denuncia online presso il dipartimento dello sceriffo.
Ilaria Roncone