Il Coronavirus e la vita eterna

Il Coronavirus e la vita eterna

1 marzo, 2020 Off By Gazzettino Italiano Patagónico


Sono sempre entrato negli alberghi con una certa diffidenza. Maniglie, telecomandi, comandi luci, telefono… Non mi vergogno a dire che sono oggetto delle mie pulizie quando entro nella stanza che mi hanno assegnato. Logicamente non posso fare la stessa cosa su un tram o su un treno, ma lo farei. Mi è stato sempre dato dell’eccessivo riguardo a queste manie, e posso capirlo, ma questi accorgimenti mi hanno sempre messo a mio agio, cosa devo farci… Oggi, però, queste precauzioni sono diventate fondamentali per tutti, il nemico è invisibile, aggressivo e si trasmette con facilità. Non ritengo questo fatto una consolazione e, per quanto mi riguarda, non cambia nulla. Ma per molti, sì. E dal menefreghismo – che in certi casi sfocia in autentico sudiciume – si passa ora a un integralismo che fa effetto persino a me. Cambiano così tanto le abitudini che, almeno qui al centro della Lombardia, si va oltre le necessarie cautele. Non si prende più un mezzo, non si va al ristorante – non solo al cinese – si esce di casa solo per la spesa. Meglio se fatta arrivare per evitare il pericolo dell’aria condizionata. Tutto vero, tutto comprensibile, ma bisogna essere consci del fatto che saremo anche noi a costruire il crollo di questa sgangherata economia, non salendo più su un mezzo, non andando al ristorante, vivendo in un isolamento terrorizzato e terroristico. Mentre scrivo, stiamo ancora parlando di cifre infinitesimali di un fenomeno che, attualmente, miete un numero ridicolo di vittime in termini assoluti. E nessuno sa come andrà a finire, ma allora concediamoci di vivere. A noi non è comunque concessa la Vita Eterna.
Pietro Greppi