Formigoni e la condanna dopo la Spazzacorrotti

Formigoni e la condanna dopo la Spazzacorrotti

14 febrero, 2020 Off By Gazzettino Italiano Patagónico


Sono molti i casi che, alla luce del pronunciamento dell Corte Costituzionale sulla legge n.3 del 2019 – la cosiddetta Spazzacorrotti -, dovranno essere rivalutati. Si parla di alcune condanne (quelle minori) relative al processo Mondo di Mezzo che, alla luce della sentenza della Consulta, porteranno a una scarcerazione quasi immediata, ma anche di Roberto Formigoni che, per via della riforma firmata M5S e Alfonso Bonafede, ha visto aumentato il suo tempo passato dietro le sbarre di un carcere. L’ex governatore della Regione Lombardia è stato condannato per il caso Maugeri a 5 anni e dieci mesi di carcere. La sentenza arrivò nel febbraio del 2019, a un mese dall’entrata in vigore delle legge Spazzacorrotti. Non appena varcata la soglia del carcere di Bollate, poté richiedere la detenzione ai domiciliari come tutti gli over 70. La richiesta venne accettata e, ancora oggi, sta scontando la sua pena nella sua abitazione. «Apprendo  con soddisfazione che la Corte ha ritenuto incostituzionale la retroattività della Spazzacorrotti in forza della quale, purtroppo, ho subito alcuni mesi di ingiustificata detenzione», ha dichiarato Roberto Formigoni che, poi, ha lanciato anche un duro attacco al Movimento 5 Stelle, padre di questa riforma: «C’è da augurarsi che il pronunciamento della Consulta freni una linea di politica penale giustizialista presente nei governi di questa legislatura».
Il carcere ingiustificato
Senza la legge Spazzcorrotti, infatti, l’ex governatore della Regione Lombardia avrebbe potuto richiedere l’affidamento ai servizi sociali al posto della detenzione in carcere, con l’ordine di detenzione in cella che sarebbe comunque arrivato dopo la valutazione dei giudici sulla possibilità di affidare il condannato. Insomma, senza la Spazzacorrotti – con particolare riferimento alla retroattività della legge che, secondo la Consulta, viola l’articolo 25 della Costituzione -, non avrebbe mai trascorso quei mesi in carcere.
Enzo Boldi