Primo caso accertato di coronavirus per un italiano

Primo caso accertato di coronavirus per un italiano

7 febrero, 2020 Off By Gazzettino Italiano Patagónico


Dopo i due viaggiatori cinesi, tutt’ora in terapia intensiva all’ospedale Spallanzani di Roma, nella capitale arriva il primo caso di contaminazione riportata da un cittadino italiano. Si tratterebbe di un ricercatore che era nel gruppo delle persone rimpatriate da Wuhan con un volo militare e poi trasferite nella caserma della Cecchignola per il periodo di quarantena. Un periodo di osservazione che non essendo in isolamento assoluto individuale potrebbe aver creato qualche episodio di contagio, rimettendo, così, in discussione il protocollo da seguire. Ora la persona risultata positiva si trova ricoverata sotto osservazione allo Spallanzani. Una situazione che sta inducendo il Commissario dell’emergenza da coronavirus, Angelo Borrelli a ripensare gli interventi anche per i bambini delle famiglie cinesi residenti in Italia che erano rientrati nel nostro paese dopo le vacanze nella provincia di Hubei. La questione che era stata oggetto di polemica nei giorni scorsi, quando alcuni governatori del veneto avevano esplicitamente richiesto maggiori controlli da parte del Ministero della Sanità in casi del genere, era stata affrontata sul piano dello scontro ideologico politico. Un errore difronte a situazioni potenzialmente pericolose come sta dimostrando la virulenza di questo contagio. Anche la visita del presidente Sergio Mattarella in scuola italiana con una forte presenza di bimbi cinesi, pur comprensibile nel gesto di non alimentare la paura e la ghettizzazione degli asiatici, falsa, invece, l’attenzione per i protocolli di sicurezza sanitaria necessari in questi casi. L’esempio è dei 61 casi risultati positivi a bordo della nave da crociera Diamond Princess della Carnival, ancora ferma in quarantena nella baia di Yokohama al largo del Giappone. Sulla nave ci sono 35 italiani di cui 25 sono membri dell’equipaggio. Un protocollo più rigoroso quello utilizzato dal Giappone rispetto a quello della nave Costa fermata per poco meno di 24 ore a Civitavecchia. A far riflettere sono i numeri del bilancio parziale delle morti provocate dal coronavirus in Cina: 636, mentre il totale dei contagiati secondo le autorità sanitarie del paese, parlano di 31.161 persone.
Pietro Fava