Aree verdi: attenti alle piante tossiche

Aree verdi: attenti alle piante tossiche

28 enero, 2020 Off By Gazzettino Italiano Patagónico


I nostri parchi e giardini, sia pubblici sia privati, sono di solito progettati e realizzati per appagare il senso estetico dei visitatori, creando al contempo luoghi comodi e sicuri per la visita e per svolgere varie attività legate al tempo libero, magari in compagnia dei nostri animali o portando i bambini a giocare. Ecco dunque che l’utilizzo di piante per l’arredo di queste aree verdi è pensato in prevalenza tenendo conto delle componenti estetiche, paesaggistiche, di facilità di gestione e di buon attecchimento delle specie prescelte, indipendentemente dal fatto che quest’ultime siano autoctone od esotiche. Pertanto di solito non si pensa al fatto che alcune di queste specie, anche tra quelle più comuni ed apprezzate, possono essere tossiche o addirittura velenose, soprattutto per quei soggetti, come i cani e i bambini, che possono toccarle, giocarci ed anche ingerirne delle parti. Anzi, come noto soprattutto i cuccioli, sia animali che umani, tendono ad ingurgitare di tutto, ed anche i nostri animali domestici, proprio perché ormai nati vicino all’uomo e in molti casi non più svezzati dalla madre a contatto con gli habitat naturali, hanno perso la capacità di riconoscere istintivamente le piante (e i funghi) velenose, come invece ancora sanno fare le specie selvatiche.  È quindi importante conoscere almeno le più diffuse piante tossiche coltivate che possiamo incontrare nelle aree verdi urbane e periurbane, evitando se possibile di toccarle, ma soprattutto, se ciò accade, non portandoci poi le mani alla bocca o agli occhi e, ovviamente, evitando di mangiarne parti, fiori compresi.
Ecco dunque un rapido elenco delle piante che sono del tutto o in alcune loro parti tossiche.
Alberi
Tasso (il più velenoso della compagnia!), tuja, bosso.
Arbusti
Lauroceraso (le cui foglie contengono cianuro), oleandro, ligustro, rododendro, Stella di Natale.
Rampicanti
Edera, glicine, gelsomino della Carolina (Gelsemium sempervirens).
Erbacee
Azalea, calla, elleboro, digitale purpurea, belladonna, ortensia, aconito, mughetto, Delphiunium, iris e gigli, stramonio comune, anemone, colchico o zafferano bastardo. Per ognuna di queste specie potrete poi trovare su internet o sui manuali le specifiche componenti tossiche, sebbene in molti casi sia di fatto più o meno velenosa la pianta intera. Naturalmente, con un minimo di precauzioni, possiamo continuare a coltivarle nei nostri giardini e a godere della loro bellezza e dei loro profumi, consapevoli però anche del loro “lato oscuro”.
Armando Gariboldi