Gazzettino Italiano Patagónico

Westminster ha approvato l'accordo su Brexit, con il benestare della Regina

  • Westminster ha dato il via libera definitivo al testo per la Brexit
  • La camera dei Comuni ha respinto i 5 emendamenti voluti dai Lord
  • Ormai, il divorzio è praticamente fatto

Ci sono voluti tre anni e sette mesi, cambi di governo, sostituzioni di leadership ma alla fine è stato raggiunto un voto di approvazione su  Brexit. Westminster la sera di mercoledì 22 gennaio ha approvato in via definitiva il testo di  Boris Johnson; dopo il benestare della Regina Elisabetta II ora manca solo l’approvazione del Parlamento Europeo. L’accordo sulla Brexit era già stato approvato dalla camera dei Comuni a dicembre, ma con il voto finale di ieri si è concluso il “ping pong” del testo tra le due camere. Un risultato prevedibile, considerato che la vittoria di Boris Johnson alle ultime elezioni gli ha consegnato una maggioranza esorbitante: 80 seggi, superando persino i risultati ottenuti da Margaret Thatcher. Gli ultimi ostacoli da superare sono stati i 5 emendamenti difesi dalla camera dei Lord ma poi respinti in toto dai Comuni. In particolare, tre sono diventati centrali nella discussione: il diritto automatico di restare a tempo indeterminato per i 3 milioni e mezzo di cittadini europei residente nel Regno Unito, il diritto dei figli minorenni dei rifugiati di ricongiungersi con la famiglia e il potere da attribuire ai tribunali di divergere o meno dalle sentenze della corte europea in determinate circostanze. Per quanto riguarda il diritto automatico per gli europei residenti in Uk, la camera dei Comuni ha respinto l’emendamento poiché avrebbe vanificato il processo per il “settled status” che è già in corsa da diverso tempo e per cui si sono mobilitate già 2 milioni e 700 mila persone. Per quanto riguarda i minorenni che hanno chiesto il ricongiungimento familiare con i parenti rifugiati, non c’è stata una opposizione in linea di principio: il ministro per la Brexit Stephen Barclay ha infatti sostenuto l’idea, motivando il respingimento dell’emendamento perché non consono al testo in discussione. Ora mancano davvero pochi passi all’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea: nel pomeriggio di giovedì la legge è stata promulgata dalla Regina, che ha apposto il sigillo reale, poi mancherà solo l’approvazione da parte di Bruxelles. La discussione al Parlamento Europeo è prevista per la prossima settimana, ma non si temono intoppi. Così, Boris Johnson riuscirà a mantenere la sua promessa di portare a termine il divorzio entro la fine di gennaio.
Thomas Manganiello

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