Impeachment Trump, i documenti Parnas

Impeachment Trump, i documenti Parnas

18 enero, 2020 Off By Gazzettino Italiano Patagónico


Continua a scorrere acqua al mulino dell’impeachment Trump. I Democratici hanno, infatti, depositato al Senato (dove ci sarà il processo nei confronti del Presidente degli Stati Uniti) i documenti di Lev Parnas, collega di Rudolph Giuliani, avvocato personale del numero uno della Casa Bianca. E le carte riportano dichiarazioni e comunicazione intercorse tra i due. Si fa riferimento, tra i tanti discorsi, anche alla rimozione dell’ambasciatrice americana a Kiev, Marie Yovanovitch, che tra l’altro era anche stata messa sotto sorveglianza.
I documenti di Lev Parnas potrebbero segnare un’ulteriore svolta nei confronti di una delle accuse contestate al numero uno della Casa Bianca: quella di abuso di potere. Dagli screenshoot delle conversazioni, inserite nel dossier depositato al Senato, si fa riferimento al ruolo avuto da Rudolph Giuliani nei colloqui con il presidente Ucraino Volodymyr Zelensky, eletto durante la scorsa primavera. «Nella mia veste di consulente personale del presidente Trump e con la sua conoscenza e il suo consenso, chiedo un incontro con voi in questo prossimo lunedì, 13 maggio o martedì 14 maggio», si legge in uno dei messaggi inviati da Giuliani allo staff del presidente ucraino qualche giorno prima della sua nomina ufficiale. Poi altri messaggi. Tra i documenti pubblicati nella giornata di ieri, compare anche una nota scritta a mano: «Porta Zalensky ad Annonce per indagare sul caso Biden».
Il capitolo Marie Yovanovitch
Tra le comunicazioni intercorse tra Lev Parnas e Rudy Giuliani, anche i dialoghi sulla rimozione della (ormai ex) ambasciatrice statunitense in ucraina, Marie Yovanovitch. Sollevata per volontà di Donald Trump, la donna, secondo questi documenti, sarebbe anche stata oggetto di una sorveglianza speciale da parte del governo di Kiev. E tra la fitta corrispondenza emerge un messaggio: «L’ho licenziata di nuovo». Mittente Giuliani, destinatario Parnas. E, facendo la somma, l’cusa è che il tutto fosse mosso da fili a stelle e strisce.
Enzo Boldi