Gli Usa minacciano di chiudere i conti iracheni depositati alla Federal Reserve Bank

Gli Usa minacciano di chiudere i conti iracheni depositati alla Federal Reserve Bank

12 enero, 2020 Off By Gazzettino Italiano Patagónico


Chi crede ancora che sia la politica a decidere le sorti di un paese in un conflitto armato dovrebbe rivedere il proprio pensiero. Nel braccio di ferro tra Usa ed Iran e a dispetto delle minacce di attacchi armati, si colgono intimidazioni meno violente ma più pesanti e non sempre rivolte all’avversario più diretto. In queste ore, infatti, l’amministrazione americana di Donald Trump ha minacciato l’Iraq in caso di un ritiro delle truppe Usa dal Paese: i conti correnti aperti in banche americane, dove finiscono gli introiti dal petrolio, saranno bloccati. Lo ha rivelato il Wall Street Journal citando funzionari anonimi del Dipartimento di stato americano. In particolare, Washington priverebbe Baghdad di miliardi di dollari depositati alla Federal Reserve Bank di New York. E nel caso in cui si verificasse ciò, l’Iraq non sarà in grado di ritirare fondi, il che potrebbe portare al crollo del governo e alla paralisi dell’economia locale. Il premier iracheno a interim, Adel Abdul Mahdi, sarebbe stato avvertito con una telefonata dell’eventualità della decisione. La Federal Reserve Bank di New York fornisce servizi bancari a circa 250 banche centrali e istituzioni governative di tutto il mondo e già nel 2015 aveva bloccato per diverse settimane un conto corrente del governo iracheno in seguito ad alcuni sospetti versamenti a banche iraniane e all’Isis. Non è chiaro quanto sia al momento depositato alla Fed di New York, a nome di Baghdad, ma il Wsj aveva documentato che a fine 2018 il saldo era di 3 miliardi di dollari.
Piero Valsecchi