1 marzo, 2024


Tanta era l’attesa della pioggia che… non piovve. Le tensioni tra Iran e Stati Uniti – partite con l’uccisione di Soleimani da parte di un drone a stelle e strisce e proseguite, questa notte, con l’attacco alle basi americane in Iraq – hanno messo in evidenza un attendismo da parte di molti Paesi. Ovviamente, quello che ci riguarda più da vicino, è quello italiano che, a distanza di cinque giorni, non ha ancora preso una posizione netta in merito. Si attendevano le parole di Luigi Di Maio che, di professione (adesso), fa il ministro degli Esteri e ora, dopo una lunga attesa ha deciso di palesare quel che pensa. Democristianamente. Con un post su Facebook, in cui annuncia il suo viaggio in direzione Egitto per affrontare la crisi libica, il leader del Movimento 5 Stelle – nelle vesti di capo della Farnesina – condanna l’Iran per le basi militari americane attaccate nel corso della notte, nella ri-battezzata missione ‘Soleimani Martire’ e, al tempo stesso, tira le somme sottolineando come tutto ciò sia stata colpa dell’atteggiamento degli Stati Uniti e di Donald Trump.
Di Maio e la non posizione sul conflitto Iran-Usa
«Seguiamo con particolare preoccupazione gli ultimi sviluppi e condanniamo l’attacco da parte di Teheran – ha scritto su Facebook Luigi Di Maio -. Si tratta di un atto grave che accresce la tensione in un contesto già critico e molto delicato». Sembra essere una netta di posizione di accusa e condanna solamente nei confronti dell’Iran, ma il suo post social inizia con un laconico: «È accaduto quello che temevamo».
Condanne per tutti
Insomma, auspicando una moderazione e responsabilità da entrambe le parti, Luigi Di Maio decide di schierarsi contro tutti e a favore di nessuno. Insomma, a cinque giorni dall’uccisione di Soleimani, l’Italia ancora non ha deciso se condannare questo o quello. Nel dubbio si condannano tutti.
Enzo Boldi