Trump reagisce con l'uccisione di Qassem Soleimani

Trump reagisce con l'uccisione di Qassem Soleimani

5 enero, 2020 Off By Gazzettino Italiano Patagónico


A confermare l’attacco, ordinato da Donald Trump, compiuto con l’ausilio di droni, per l’uccisione del generale iraniano Qassem Soleimani, il potente capo delle milizie al-Quds dei Guardiani della Rivoluzione, è quel post dello stesso presidente Usa che marca la “vittoria” con la bandierina a stelle e strisce come in un gioco al computer. L’uccisione del capo della forza d’élite dell’esercito della Repubblica islamica, incaricata di compiere le operazioni all’estero e numero due di Abu Mahdi al-Muhandis, è avvenuta poco dopo la mezzanotte. Una raffica di missili ha colpito due veicoli che si trovavano vicino l’aeroporto. Fonti della sicurezza irachena hanno subito chiarito che i missili avevano colpito un convoglio Hashed e ucciso otto persone, tra cui “figure importanti”.  Muhandis era nella ‘lista nera’ degli Stati Uniti, ma è Qassem Soleimani la vittima eccellente. Soleimani è una figura quasi leggendaria, uno degli uomini più potenti in Medio Oriente: generale, stratega con ambizioni politiche, è spesso apparso al fianco della Guida Suprema, l’ayatollah Ali Khamenei, ma si è sempre mosso nell’ombra, arcinemico di Usa e Israele. E’ considerato l’architetto di gran parte delle attività iraniane in Medio Oriente, compresa la guerra in Siria e gli attacchi su Israele. L’Iran, paese a stragrande maggioranza sciita, esercita un’enorme influenza sull’Iraq da quando è stato ucciso il ‘rais’, Saddam Hussein, che era sunnita. Da ottobre è scosso dalle proteste anti-governative e contro l’Iran, considerato la ‘longa manus’ che agisce dietro il governo; e Soleimani, proprio per aiutare il governo a riportare la situazione sotto controllo, sarebbe stato più volte nelle ultime settimane in Iraq.  Pentagono: operazione ordinata da Trump  “Su istruzioni del presidente i militari americani hanno intrapreso una decisa azione difensiva con l’uccisione del generale Qassem Soleimani per proteggere il personale americano all’estero”. Con questo comunicato il Pentagono ha annunciato il raid compiuto vicino Baghdad. Secondo il Pentagono Soleimani stava “attivamente mettendo a punto piani per colpire i diplomatici americani e uomini in servizio in Iraq e in tutta la regione”. “Il generale Soleimani ha anche approvato gli attacchi contro l’ambasciata americana a Baghdad che hanno avuto luogo questa settimana”, si legge ancora nella nota. Il botta e risposta tra i due paesi contrapposti, rischia, però, di creare un escalation di operazioni militari preoccupanti tanto da spingere la Cina a sollecitare di riprendere la calma. Ma in fondo tutto è nato dopo due giorni dall’attacco dinanzi all’ambasciata Usa a Baghdad e la reazione di Trump era quasi già scritta. Il fatto, però, ora di far saltare ogni esile equilibrio nella geopolitica mediorientale. Intanto la stessa portavoce Usa, Nacy Pelosi, ha definito la reazione di Trump “sproporzionata” e rischiosa.
Michele Ciancimmino