Cos'è il "Januhairy"

Cos'è il "Januhairy"

5 enero, 2020 Off By Gazzettino Italiano Patagónico

 
Il 2020 è appena cominciato, e con esso anche i trend: spesso spinti da hashtag ammiccanti, promuovono uno stile di vita più sano per un mese, o una l’impegno in una causa meritevole. E dopo il Dry January, ovvero la scelta di non bere alcool per tutto il mese di Gennaio per disintossicarsi dalle bevute delle feste natalizie, adesso Gennaio è anche il mese in cui si possono unire lotta alla deforestazione e body positivity: è il Januhairy. Simile al Movember ( unione di Mustache, baffi, e November, novembre), il Januhairy invita le donne di tutto il mondo a smettere di rimuovere i peli superflui sul proprio corpo. Una campagna lanciata per la prima volta da una studentessa inglese nel 2018, che a Metro spiegò come l’intento fosse quello di promuovere un messaggio di autoaccettazione: «Ho pensato di fare Januhairy, per aiutare le donne a sentirsi in uno spazio sicuro per sfidare le norme incorporate della rasatura» dichiarò. E il responso fu immediato: sui social network le ragazze cominciarono a postare immagini delle ascelle delle gambe e delle braccia non depilate. E tra le immagini raggruppate sotto l’hashtag, si possono vedere anche giochi di colore e autoironia. Quest’anno però, il Januhairy ha deciso di abbracciare una causa in più oltre a quella della body positivity, ed è la deforestazione. Nel 2020 infatti la partnership ufficiale è con le “treesister”. Una associazione che oltre a promuovere uno stile di vita più vicino alla spiritualità femminile e al mondo della natura, combatte anche la deforestazione nel mondo. Sul sito ufficiale infatti si possono fare donazioni per supportare le donne che abbracciano il Januhairy e allo stesso finanziare il riboscamento sul pianeta. «Per Januhairy 2020, le donne di tutto il mondo si stanno facendo crescere i peli del corpo per il mese di gennaio, tutti per raccogliere fondi per TreeSisters – si legge sul sito ufficiale – un’organizzazione fantastica, che protegge e ripristina gli habitat naturali al fine di combattere i cambiamenti climatici; una condizione con cui risuoniamo come donne che desiderano abbracciare e proteggere il nostro habitat naturale personale».
Gaia Mellone