1 marzo, 2024

Il senatore Matteo Renzi, in Aula del Senato durante le dichiarazioni di voto sulla questione di fiducia sul maxiemendamento del ddl di bilancio 2020, Roma, 16 dicembre 2019. ANSA/ALESSANDRO DI MEO


Con qualche ora di anticipo rispetto alla mezzanotte, Matteo Renzi ha deciso di inaugurare l’anno che verrà con i suoi botti. Dichiarazioni al vetriolo nei confronti del governo – di cui Italia Viva fa parte sia in Parlamento che con due ministeri – su temi cardine tanto cari al Movimento 5 Stelle: dal reddito di cittadinanza (che per lui va abolito) alla riforma della giustizia e l’abolizione della prescrizione voluta dal ministro Alfonso Bonafede. E ne ha anche per il presidente del Consiglio Giuseppe Conte. Partiamo proprio dal giudizio sul governo e sul capo di Palazzo Chigi: «Ho sentito il presidente del Consiglio spiegare che in questi mesi ha dovuto rimediare ai disastri fatti dal Governo precedente, ho molto apprezzato – ha dichiarato Matteo Renzi nella sua intervista a La Stampa -. Mi pare un sussulto di consapevolezza tardivo, ma realistico. Adesso si tratta di capire se il Conte-2 sia davvero cambiato rispetto al Conte-1». Le differenze, dunque, non sembrano essere tangibili secondo il leader di Italia Viva.
Renzi e le differenza non visibile tra il Conte-1 e il Conte-2
Buona parte della sua intervista, poi, si sposta su temi molto cari al Movimento 5 Stelle. Dopo la presa di posizione del ministro Teresa Bellanova, anche Matteo Renzi ribadisce la necessità di cancellare il reddito di cittadinanza: «Un sussidio che non funziona, lo dice la Guardia di Finanza, ma ormai lo stanno capendo tutti. I populisti dovevano far sparire la povertà ma hanno fatto sparire solo la crescita. Quei soldi diamoli al Sud per riaprire i cantieri». Ma il leader di Italia Viva è sicuro che, dopo aver metabolizzato, anche il M5S converrà con lui si questa posizione.
L’abolizione obbrobriosa della prescrizione
Altro capitolo è la riforma della giustizia di Alfonso Bonafede: «L’abolizione della prescrizione è un obbrobrio. O il guardasigilli Bonafede capisce che deve cambiare approccio, oppure saremo molto presto costretti a votare assieme a Forza Italia: in Senato c’è già una maggioranza favorevole al ritorno alla normativa voluta a suo tempo dal ministro Andrea Orlando».
Mario Bianchi