Gazzettino Italiano Patagónico

Corriere con Salvini sulla sicurezza


Più di qualcuno, sui social network, ha chiesto che sia messo agli atti che, nel suo pagellone di fine anno, il Corriere della Sera – attraverso la penna di Antonio Polito – abbia apprezzato la «svolta» del governo giallo-verde sulla sicurezza, grazie soprattutto al superamento dell’emergenza dei migranti impresso dall’energica politica di Matteo Salvini sul tema. Per non cadere nell’errore di sovra-interpretare, si riportano esattamente le parole utilizzate nell’articolo del 28 dicembre: «Gli arrivi dei migranti sono infatti crollati: addirittura il 90% in meno rispetto al 2017. L’immigrazione non è più un’emergenza: ed è impossibile negare che la svolta l’abbia data Salvini al Viminale».
Stando al Corriere della Sera, dunque, la politica dettata dai decreti sicurezza di Matteo Salvini sarebbe addirittura da elogiare. Una visione che le forze più progressiste hanno sempre criticato. Non a caso, Matteo Orfini – tra i più convinti sostenitori dell’abolizione dei decreti sicurezza – ha affermato: «Per Antonio Polito – scrive Orfini -, autore del pagellone, il tema sicurezza si misura solo su quanto si riesce ad arginare l’immigrazione.Non sulla lotta alle mafie, alla criminalità organizzata. Non sulla capacità di liberare dal racket interi quartieri. Non sulle politiche di inclusione e di riconquista dei territori più abbandonati. Niente di tutto questo. Solo l’apertura e la chiusura dei porti».
La risposta del giornalista non si è fatta attendere: L’esponente del Pd Matteo Orfini mi rimprovera di aver giudicato nel mio pagellone sul Corriere i risultati del governo in materia di sicurezza solo relativamente al tema del contrasto all’immigrazione clandestina; e non anche – cito testualmente – i risultati “nella lotta alle mafie e alla criminalità organizzata, nella capacità di liberare dal racket interi quartieri, nelle politiche di inclusione e di riconquista del territori più abbandonati”. Chiedo scusa. Devono essermi sfuggiti.
Corriere con Salvini, l’analisi dei numeri
In realtà, il crollo citato dal Corriere della Sera – che è una diminuzione degli arrivi rispetto agli anni precedenti, non la fine di una emergenza che non c’è mai stata – è iniziato con gli accordi che l’esponente dem Marco Minniti aveva fatto nel corso degli ultimi mesi di governo con alcune popolazioni libiche. Gli effetti si sono visti fortemente nel 2018 (anno in cui, da giugno, al governo c’è stato Matteo Salvini), mentre ultimamente la situazione si è piuttosto equilibrata. Ma attribuire il crollo degli arrivi dei naufraghi ai decreti sicurezza è una inesattezza. Tanto più che non è mai stata messa in atto davvero quella politica dei ‘porti chiusi’ per la quale Matteo Salvini è stato apprezzato nell’articolo del Corriere della Sera. Gli sbarchi ci sono sempre stati e hanno seguito il trend inaugurato qualche mese prima dell’incarico di governo leghista. Ultimamente, anzi, il ministro Luciana Lamorgese è stata molto più efficace del suo predecessore sul tema dei ricollocamenti, con un dialogo costante e costruttivo con altri Paesi europei che accettano di prendersi carico dei migranti sbarcati in Italia, salvati dalle missioni umanitarie delle ong.
Michele Orsi

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