CdM: approva "salvo intese"

CdM: approva "salvo intese"

23 diciembre, 2019 Off By Gazzettino Italiano Patagónico


In questi mesi di governi giallo-verdi prima e giallo-rosso dopo, c’è un concetto a cui ci hanno abituato le conflittuali decisioni dell’esecutivo: “il consiglio dei ministri approva salvo intese”. Neanche il decreto milleproroghe approvato quest’oggi al CdM è sfuggito oramai a quella che appare come una regola per lasciarsi lo spazio di piccoli cambiamenti là dove cinque ore di consiglio non sono riuscite a trovare la quadra tra i partiti di maggioranza. Oggi è stato approvato anche il decreto sulle intercettazioni che dovrebbe servire, secondo l’intesa raggiunta al vertice di maggioranza di giovedì scorso, a correggere la riforma Orlando e a farne slittare al 2 marzo l’entrata in vigore. L’ultima bozza del provvedimento  Dalle norme sui pedaggi e le concessioni autostradali alla proroga del mercato tutelato dell’energia, dal rinvio a ottobre delle misure sulla class action alla proroga dello Stato di emergenza per Genova, dalla stabilizzazione dei precari della pubblica amministrazione fino al pacchetto innovazione con i dettagli della piattaforma per le notifiche delle multe e le novità sull’identità digitale. Sono alcune delle norme contenute nel decreto Milleproroghe. Il provvedimento, sempre più omnibus (l’ultima bozza è di 38 articoli), ‘ripesca’ alcune delle misure stralciate dalla manovra.  Slittano rincari pedaggi. Niente rincari di inizio anno al casello. Il termine per l’adeguamento delle tariffe autostradali per il 2020 è infatti differito fino alla definizione dell’aggiornamento dei piani economici finanziari predisposti in conformità alle delibere adottate dall’Autorità di regolazione dei trasporti. I concessionari devono presentare le proposte di aggiornamento dei piani economici-finanziari entro il 30 marzo 2020 e l’aggiornamento deve essere perfezionato entro e non oltre il 30 giugno 2020. Gestione ad Anas se revoca concessioni autostrade Ad Anas potrà essere affidata la gestione provvisoria in caso di revoca, di decadenza o di risoluzione di concessioni di strade o di autostrade, in attesa dello svolgimento delle procedure di gara per l’affidamento a un nuovo concessionario. Anas potrà inoltre svolgere le attività di manutenzione ordinaria e straordinaria e quelle di investimento finalizzate alla loro riqualificazione o adeguamento. Al concessionario, a meno che lo stop alla concessione sia per inadempimento, sono dovute le penali, il valore delle opere realizzate e i costi sostenuti per la revoca della concessione. Nel  caso di inadempimento il risarcimento dei danni a cui questo sarà tenuto sarà decurtato dal valore delle opere realizzate che lo Stato dovrà rimborsare.
Marco Favelli