Salvini e la storia del Gesù bambino migrante

Salvini e la storia del Gesù bambino migrante

16 diciembre, 2019 Off By Gazzettino Italiano Patagónico


Il presepe della scuola dell’infanzia di Azzano Decimo (in provincia di Pordenone) ha fatto scoppiare le polemiche. Viene rappresentato, infatti, un Gesù bambino nero che vuole rappresentare un piccolo migrante che sta affrontando le onde del mare. Una scelta che, in molti, hanno ritenuto incomprensibile e lesiva dei ‘valori e radici della cultura italiana’, da sempre intrisi di cristianesimo e cattolicesimo. Matteo Salvini, però, non condanna questa scelta ma trova altri aspetti da contestare. «Che Gesù Bambino sia di pelle bianca o nera, per me fa lo stesso, l’importante è che asili e scuole abbiano un bel Presepe e festeggino il Santo Natale con tutti i bambini», ha scritto il leader della Lega sul suo profilo Twitter postando lo screenshoot di un articolo che parla della vicenda del presepe all’interno della scuola dell’infanzia di Azzano Decimo. Le sue perplessità, però, sono altre e riguardano le assenze e non le presenze. Secondo il leader della Lega, infatti, all’interno della rappresentazione della Natività all’interno della scuola della provincia di Pordenone, mancano due personaggi-chiave, Giuseppe e Maria. E, per lui, si tratta di una scelta razionale e ad hoc perché il concetto di famiglia è un qualcosa che dà fastidio «a qualche radical chic di sinistra».
La famiglia tradizionale e lo spirito Santo
Quel presepe, però, voleva mettere al centro il concetto di accoglienza e l’assenza di Maria e Giuseppe non era stata scientificamente decisa per contrastare il concetto di famiglia, come sostenuto da Salvini. Anche perché, occorre ricordarlo – senza essere blasfemi, ma legandoci solamente a quanto raccontato nei libri Sacri – quella del Cristo non può essere considerata l’emblema della famiglia tradizionale: Gesù, infatti, fu ‘incarnato nel seno della Vergine Maria e s’è fatto uomo’ in quanto figlio di Dio (come recita il Credo). La tradizionalità citata non è contemplata in questo passo della storia del Cristianesimo.
Enzo Boldi