Leggere libri: impariamo dagli islandesi

Leggere libri: impariamo dagli islandesi

12 diciembre, 2019 Off By Gazzettino Italiano Patagónico


 Un modo apparentemente indiretto ma importantissimo per sviluppare un adeguata coscienza ambientale (e non solo) è ovviamente quello di leggere ed approfondire, possibilmente in modo attivo, ovvero “accendendo il cervello”, pensando e scegliendo le fonti informative giuste. Un percorso che solo la lettura vera, non distratta e di corsa, può dare. In tal senso la lettura cartacea, quella di un buon libro o di una bella rivista (compresa la nostra), è ancora il modo migliore per fare ciò. Purtroppo, come noto, in Italia il settore dell’editoria è in crisi da tempo, sebbene negli ultimi tempi vi siano timidi cenni di rallentamento di tale tendenza, almeno a livello di libri (per i quotidiani e le riviste invece la situazione continua ad essere durissima).
Mercato in ripresa ma molti non leggono
Secondo l’ultimo “Rapporto sullo stato dell’editoria in Italia 2019”, infatti, il mercato nazionale del libro ha chiuso il 2018 con un fatturato di 3,170 miliardi di euro, in crescita del 2,1% rispetto all’anno precedente, consolidando il risultato del 2017 (+4,5%). Sono 4.972 le case editrici che hanno pubblicato almeno un titolo nel corso dell’anno (+1,4% rispetto al 2017), per un totale di 78.875 nuovi titoli cartacei pubblicati lo scorso anno. Quella che continua a mostrare segni deprimenti è invece l’abitudine alla lettura degli italiani, dove solo il 62% della popolazione tra i 15 e i 75 anni legge almeno un libro all’anno (sigh!), un dato certo non confortante, ma più attenuato rispetto al calo ancora maggiore rilevato tra il 2011 e il 2014.
Niente pranzi infiniti
E allora viene in mente una bella tradizione che potrebbe invogliare un ulteriore ritorno alla lettura, almeno in questo periodo, dove si sta più volentieri a casa. L’esempio positivo viene dalla fredda Islanda: si chiama Jólabókaflód ed è la tradizione tutta locale di regalare libri a Natale e iniziare subito a leggerli. Ovvero non li accumulano sul comodino e, senza aspettare, gli islandesi dedicano tutto il 25 dicembre alla lettura di uno dei libri ricevuti in regalo. Niente pranzi infiniti, niente tombola o Mercante in fiera, niente TV ma solo sana lettura, e rigorosamente in carta. Magari davanti a un camino o ad una stufa, con un buon tè, sul divano o seduti sulla poltrona preferita, da soli o in compagnia.  
Un bellissimo viaggio
Jólabókaflód vuol dire letteralmente “inondazione di libri” ed è una consuetudine a cui gli islandesi non vogliono proprio rinunciare e che risale alle Seconda Guerra Mondiale, quando ricevere dei libri era un regalo indimenticabile. Tutto comincia già a novembre, quando i cittadini ricevono il catalogo con le nuove pubblicazioni dal Bókatídindi, l’Associazione degli editori islandesi. Da qui, le persone scelgono cosa vogliono leggere e regalare: è così che inizia un viaggio bellissimo nei libri che termina la notte di Natale. Una bella usanza che potremmo riprendere anche noi, magari con un occhio particolare ai libri dedicati alla natura, che anche in italiano sono ormai sempre più belli ed interessanti.
Armando Gariboldi