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L'albero di Natale naturale: la rivincita


Papa Francesco ha recentemente ricordato il significato del presepe e ha invitato tutti a non perdere questa tradizione. In Piazza San Pietro, di fianco al presepe, è stato comunque allestito, come d’abitudine, anche l’albero di Natale: un imponente abete rosso, alto 26 metri, proveniente da Rotzo, sull’Altipiano di Asiago, testimonianza della tempesta che lo scorso anno ha devastato molte zone del Triveneto. La stessa cosa accadrà in molte case italiane: i due simboli per eccellenza del Natale convivranno l’uno di fianco all’altro. Anche questa lunga tradizione è però rivisitata alla luce delle nuove sensibilità green. Per quel che riguarda in particolare l’albero si sono sovvertite alcune tendenze. In passato molti si sono indirizzati verso gli abeti sintetici – a volte per ragioni di comodità, altre perché convinti che non valesse la pena “sacrificare” milioni di piccoli alberelli per soli pochi giorni –  ma oggi ci viene spiegato che tale scelta è tutt’altro che sostenibile.
Vero o di plastica, eterno dilemma
L’associazione Florovivaisti Italiani ha recentemente ribadito che gli abeti rossi e bianchi destinati al Natale non vengono sradicati dalle foreste, ma provengono da aziende vivaistiche dove sono coltivati appositamente per il mercato delle feste. Preferirli a quelli sintetici da un lato sostiene il comparto florovivaistico italiano, incrementando il reddito delle popolazioni che vivono in aree rurali, dall’altro genera effetti benefici sull’ambiente. Difatti, per produrre un albero di Natale di plastica medio (10 kg circa) occorrono 20 kg di petrolio e vengono rilasciati in atmosfera 23 kg di CO2. A tutto ciò si deve aggiungere il petrolio necessario al trasporto dalla Cina, da cui proviene l’80% di questi prodotti. Infine, si calcola che occorrano due secoli per smaltirli. Al contrario, gli abeti naturali potranno essere reimpiantati in giardino, mentre chi vive in città o comunque non dispone di uno spazio verde dove poterlo mettere a dimora potrà riciclarlo facilmente, compostandolo in modo che torni terriccio e completi il ciclo biologico.
Michele Mauri

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