Gazzettino Italiano Patagónico
December 1, 2019, Hong Kong, China: Thousands of Pro-democracy protesters take part in a rally from the Tsim Sha Tsui district to Hung Hom in Hong Kong, China. Demonstrations in Hong Kong continued into its sixth month as pro-democracy groups won the District Council elections recently. Protesters continue to call for Hong Kong's government to meet their 5 demands. (Credit Image: © Keith Tsuji/ZUMA Wire)

Sospeso in Cina il permesso alle navi da guerra Usa di sostare a Hong Kong


La Cina reagisce al sostegno manifestato da Donald Trump alle proteste in corso da mesi ad Hong Kong bloccando il permesso alle navi americane di fare le visite di «riposo e recupero» nell’ex colonia. La scorsa settimana il presidente Usa aveva firmato l’Hong Kong Human Rights and Democracy Act. La decisione presa dal governo di Pechino è a tutti gli effetti una reazione «al comportamento irragionevole della parte Usa». Durante una conferenza stampa il ministro degli Esteri Hua Chunying ha annunciato la sospensione dei permessi concessi alle navi da guerra Usa di fare le visite di riposo e recupero a Hong Kong, con effetto immediato. Non solo, il ministro ha annunciato che verranno applicate sanzioni alle Ngo americane che hanno avuto un qualsiasi ruolo nelle proteste che da mesi infiammano le strade di Hong Kong. «La Cina sollecita gli Stati Uniti a correggere i suoi errori, a fermare ogni azione e atti di interferenza negli affari di Hong Kong e negli affari interni della Cina» ha aggiunto il portavoce, facendo un chiaro riferimento alle dichiarazioni di Donald Trump della scorsa settimana.
Il sostegno di Donald Trump ai manifestanti di Hong Kong
Il presidente degli Stati Uniti aveva infatti manifestato il suo sostegno agli attivisti dell’ex colonia cinese non solo a parole ma firmando anche l’Hong Kong Human Rights and Democracy Act, norma approvata con votazione bipartisan dal Congresso, che si pone come obbiettivo il sostegno delle proteste pro democrazia. Trump ha dichiarato di aver firmato le due leggi «per rispetto verso il presidente Xi e il popolo di Hong Kong» nella speranza che «risolvano in maniera pacifica le loro differenze». La legge prevede una serie di misure il cui intento è proteggere lo stato di autonomia dell’ex colonia e prevede anche una revisione periodica da parte del governo dell’effettivo rispetto dell’autonomia della città. Le altre norme prevedono inoltre sanzioni contro i funzionari che violano i diritti umani, il blocco di esportazione verso Hong Kong di armi funzionali alla gestione dell’ordine pubblico come ad esempio lacrimogeni e spray urticanti. La firma è stata accolta con grande entusiasmo da parte dei manifestanti di Hong Kong, che hanno sfilato giovedì 28 novembre, data che coincide con la festa del Ringraziamento negli Stati Uniti, sventolando la bandiera americana, intonando l’inno americano e lanciando un appello al presidente Usa: «​Let’s Make Hong Kong Great Again».
Gaia Mellone

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