RECENSIONE DI “NO LES GUARDO RENCOR, PAPÁ”                                          “NON TI PORTO RANCORE PAPÁ”

RECENSIONE DI “NO LES GUARDO RENCOR, PAPÁ” “NON TI PORTO RANCORE PAPÁ”

4 diciembre, 2019 Off By Gazzettino Italiano Patagónico

I profondi legami d’amicizia tra il Perù e l’Italia si evidenziano rinnovati attraverso il filo conduttore della letteratura. L’America Latina apprezza ampiamente l’apporto culturale dell’Italia, considerando anche le istituzioni educative come la scuola “Dante Alighieri” e l’Istituto Italiano di Cultura, come grandi gestori educativo. In questa occasione “La Gazzetino Italiano Patagónico“,integrandosi alla crociata culturale italiana, ci consente di presentare un autore conosciuto della Repubblica Dominicana, René Rodriguez Soriano.

                   RECENSIONE DI “NO LES GUARDO RENCOR, PAPÁ”
                                         “NON TI PORTO RANCORE PAPÁ”

“Non ti porto rancore, papá” ,del giornalista,docente ed editore universitario René Rodriguez Soriano.
“Non ti porto rancore, papá” è un titolo che mi mancava del prolifero narratore. Il libro non ha un prologo ma è ricco di molte date interessanti la cui importanza è quella di introdurre al tema in oggetto in un modo sottile e ingegnoso. “Non posso dire che la causa della Dittatura siate voi ,però di certo non è nostra ,dato che la troviamo già al venire al mondo … (come citato da Johnny E. Puigsubirá Miniño).
Più eloquente non poteva essere la tematica,per quanto ciò che vi è accluso costituisce una sequenza di fatti molto duri ,risultato di pensieri e convinzioni umane.
Ci sono molti modi di leggere un testo :alcuni per la concettualizzazione ed altri per i messaggi che ricevono le percezioni. L’intenzione dello scrittore ed il messaggio che raggiunge il lettore, non sempre sembrano la stessa cosa …ma che succede quando affiora la voce interiore del narratore? Quella voce narrante della storia che ti conduce per mano con l’innocenza di un bambino, rompe tutti gli schemi e la lettura è appassionante.
“Non ti porto rancore papá ” possiede una vitalità magnetica e una prosa nobile capace di coinvolgere con un’espressività semplice. Ci lascia un buon sapore in bocca, i tre personaggi protagonisti : Jorgito, Luisa e Manuel, ognuno nel proprio ruolo dentro uno scenario convulso. La circostanza inquadra il testo in un frondoso e catturante realismo. Si potrebbe definire una narrazione dolorosa perché si appella all’evocazione dell’inquietudine, della perplessità ,della nostalgia come in pochi materiali letterari.
Le prime pagine rivelano la visione di un giovane sedotto da simpatie di partito ,come se l’intenzione dello scrittore fosse quella di permettere al lettore di entrare nel mondo dal punto di vista del ragazzo che si attiva conforme alle sue convinzioni politiche. Esiste la denuncia della dittatura come punto di partenza. Una dittatura politica e l’altra familiare quasi ingestibile da parte del proprio padre. C’è il diario di Arcadia che culla un amore e tutto sembra piantare un’impronta nel tempo.
Il titolo “No te guardo rencor papa” ci ricorda il conflitto paterno tra Kafka e suo padre, che cercò di salvarsi attraverso le differenze. Kafka tentò di risolvere psicologicamente il penoso contatto con suo padre,e d’altro canto attraverso i suoi racconti simbolici ,Franz esprime gli aspetti positivi del padre per la necessità di riconoscerglieli, servendosi dello strumento indispensabile della sua letteratura.
Nel testo di Rene Rodriguez Soriano,il mezzo di comunicazione sono le lettere e la radio che ci collocano con precisione nell’habitat Trujillano. Però le distanze tra il genitore e il figlio sono le stesse di appartenenza di Kafka con suo padre,infatti è determinate che un capitolo del libro di René Rodriguez sia marcato appunto ,da una frase di Kafka.
A parte della denuncia politica, la ribellione e l’inconformità del suo personaggio centrale,cattura il conflitto tra padre e figlio perché entrambi rispondono ed obbediscono al loro iter generazionale.
Le fratture sono immense come la cecità da entrambe le parti .Il modo articolato di scrivere ha una movenza propria,e da un personaggio all’altro da un ‘verso dentro’ a un ‘verso fuori’ di eventi e percezioni delle persone coinvolte negli avatar della dittatura. La lettura è indubbiamente fluida se si ascolta la voce delle emozioni,dove il rimprovero del padre possiede questa rabbia talvolta alternata alla nostalgia,quando censura le scelte del figlio. E’ una forma di presentare due personalità opposte,così come l’odio e l’amore che nonostante tutto ,han bisogno l’uno dell’altro per continuare ad andare avanti.L’intenzione di riprendere l’aspetto reale che li unisce è nel nodo familiare ,per quanto siano situati all’estremo di una stessa realtà sociale che è l’elemento che attira l’attenzione fino all’ultima pagina.
E per questo non può non essere commovente e d’impatto .
Come la stessa vita.
Maritza Luza Castillo
Giornalista peruviana –Traducción Mena D´Errico