Gazzettino Italiano Patagónico

Microplastiche nei cosmetici


La lotta alla plastica sta diventando sempre più popolare: dai cotton fioc biodegradabili alle buste della spesa riutilizzabili, ormai il movimento plastic free ha trasformato la nostra quotidianità. Ma esiste il fenomeno delle microplastiche.
Cosa sono le microplastiche?
Si tratta di minuscole sfere – con un diametro inferiore al millimetro – contenute per lo più nei cosmetici: non vengono trattenute dai sistemi di depurazione proprio a causa delle loro dimensioni ridotte. I danni non riguardano solo l’ambiente marino, ma, attraverso la catena alimentare, si ripercuotono sulla nostra salute. Fortunatamente, le microplastiche saranno bandite anche in Italia a partire dal 2020.
Perché vengono utilizzate?
Le microplastiche vengono utilizzate, oltre che nei dentifrici, anche in scrub, gommage e peeling: ovvero in tutti quei cosmetici che promettono di esfoliare la pelle e renderla più morbida e luminosa. L’esfoliazione è utile ad eliminare le cellule morte, purificare e levigare l’epidermide di viso e corpo, ma lo stesso effetto si potrebbe ottenere con altre sostanze granulose in grado di svolgere la medesima azione abrasiva. L’utilizzo di queste sostanze nei cosmetici – riconoscibili nella lista degli ingredienti con i nomi di polietilene e polipropilene – non sono quindi funzionali a un reale effetto benefico sul consumatore, bensì alle finanze delle aziende, in quanto particolarmente convenienti e tollerabili da diverse tipologie di pelle. Esistono però delle alternative e, paradossalmente, risultano più economiche di molti prodotti che, pur essendo di lusso, contengono alte quantità di sostanze dannose.
Come sostituirle?
Per creare un buon esfoliante è sufficiente mescolare ingredienti leviganti naturali, sostanze viscose come miele o sciroppo d’acero e oli vegetali, facendo attenzione a effettuare la scelta in base alle diverse esigenze personali.
Tra i leviganti naturali:
– Il sale da cucina è ottimo per purificare l’epidermide;
– lo zucchero esfolia senza seccare;
– la farina di avena è preferibile in caso di pelle delicata e sensibile;
– il caffè viene spesso utilizzato per donare luminosità e morbidezza.
Dopo aver scelto la componente abrasiva, è il turno dell’olio vegetale, necessario a stemperare l’aggressività della sostanza granulosa, evitando danni all’epidermide. Per procurarci queste sostanze non servono grosse spese; due degli oli più popolari sul territorio italiano hanno, infatti, rinomati benefici cosmetici:
– l’olio d’oliva è apprezzato sin dall’antichità per le sue proprietà idratanti;
– l’olio di mandorle è, invece, ritenuto un ottimo elasticizzante naturale.
Infine è possibile arricchire lo scrub così ottenuto con oleoliti, oli essenziali ed estratti naturali in base a necessità e gusti olfattivi. Un esempio di esfoliante delicato può essere ottenuto mescolando un cucchiaio di farina d’avena con due di miele e due di olio di mandorle. In linea generale, va tenuto in considerazione che in caso di problematiche specifiche è doveroso consultare un medico prima di affidarsi a prodotti commerciali o casalinghi, seppur ritenuti naturali.
Melissa Confalonieri

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