2 marzo, 2024

Il messaggio di Mattarella per la Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella all'Assemblea plenaria straordinaria del Consiglio Superiore della Magistratura, in occasione del conferimento dellUfficio di Procuratore Generale della Repubblica presso la Corte di Cassazione, Roma, 14 novembre 2019. ANSA/PAOLO GIANDOTTI UFFICIO STAMPA QUIRINALE

 
Una giornata per ricordare come la violenza sulle donne non sia un problema da mettere in un cassetto. Oggi, 25 novembre, si celebra la Giornata internazionale contro qualsiasi tipo di atto (fisico e psicologico) nei confronti delle donne. I numeri dei maltrattamenti, violenze, molestie e femminicidi in Italia (ma anche nel resto del Mondo) continuano a esser preoccupanti, segno di un fenomeno che per troppo tempo è stato sottaciuto. Spesso e volentieri, infatti, si torna a parlare di tutto questo solo quando accadono gravi fatti di cronaca, e neanche per tutti. Ma le violenze, purtroppo, accompagnano il nostro quotidiano. «La violenza sulle donne non smette di essere emergenza pubblica e per questo la coscienza della gravità del fenomeno deve continuare a crescere – ha scritto il presidente della Repubblica in un messaggio -. Le donne non cessano di essere oggetto di molestie, vittime di tragedie palesi e di soprusi taciuti perché consumati spesso dentro le famiglie o perpetrati da persone conosciute». E le cose da fare, come sottolineato dal Capo dello Stato, sono ancora tantissime e le istituzioni, che stanno faticosamente provando ad arginare (più con le parole che con i fatti) questo triste fenomeno di prevaricazione (e non solo) devono fare la loro parte. «Tutti noi dobbiamo – prosegue Sergio Mattarella nel suo messaggio per la Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne – continuare ad adoperarci nella prevenzione del fenomeno, nel concreto sostegno delle vittime e dei loro figli, nella applicazione rigorosa degli strumenti esistenti, nel reperimento delle risorse necessarie e nell’elaborazione di ciò che serve per intercettare e contrastare i segnali del maltrattamento delle donne».
Il linguaggio e le violenze psicologiche
La questione non è solo fisica, come spesso si legge scorrendo le pagine di cronaca dei nostri quotidiani. Spesso e volentieri, infatti, le donne sono vittime di violenze e soprusi psicologici da parte di uomini che ancora ragionano in base a una distinzione per sesso. «Sminuire il valore di una donna e non riconoscerne i meriti nella vita pubblica e privata, attraverso linguaggi non appropriati e atti di deliberata discriminazione, – conclude Mattarella -rappresentano fattori in grado di alimentare un clima di violenza».
Pippo Calafate